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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Operazione “Easy Money: a Chieti recuperati oltre 7 milioni di euro

Sotto la lente d’ingrandimento delle guardia di finanza sono finiti i movimenti di tre società del Chietino

Reperivano sul territorio nazionale rifiuti metallici acquistati in nero che, tramite una simulata copertura documentale e contabile, venivano convertiti in rottami legittimamente acquistati da imprese rappresentate da "teste di legno".

Con l’operazione “Easy Money” dello scorso mese di giugno è stata smantellata un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti tramite l’arresto di 13 persone e il sequestro di circa 12 milioni di euro, operativa tra le province di Ascoli Piceno e Chieti.

Contestualmente, i finanzieri del comando provinciale di Ascoli Piceno, per effetto delle prerogative della polizia economico-finanziaria hanno passato da subito al setaccio le operazioni poste in essere dal sodalizio criminale che, tramite una simulata “copertura” documentale e contabile e con la complicità di soggetti “teste di legno”, hanno riciclato gli illeciti profitti per farli rientrare, in buona parte, ripuliti nella loro disponibilità.

Grazie all’efficace utilizzo delle banche dati disponibili sulla piattaforma “Dorsale Informatica” del Corpo, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ascoli Piceno hanno seguito questo flusso finanziario e documentale e concluso nei giorni scorsi, mirate verifiche fiscali nei confronti di due società a responsabilità limitata e di una ditta individuale aventi sede nella provincia teatina, recuperando a tassazione circa 7,5 milioni di euro non dichiarati al fisco e Iva dovuta per 200mila euro.

È scattata, così, una nuova denuncia nei confronti di 5 dei soggetti già precedentemente segnalati alla Procura della Repubblica di Chieti, anche per l’ipotesi di reato di cui all’art. 5 D.Lgs. 74/2000, per omessa dichiarazione dei redditi, nella loro qualità di amministratori di diritto e di fatto delle aziende verificate. L’esame dell’ingente mole di documentazione relativa alle fatture false poste a base del riciclaggio dei profitti del traffico di rifiuti metallici, continuerà anche per i prossimi mesi attraverso il monitoraggio dei flussi finanziari, che costituisce il metodo più efficace per individuare i capitali di origine illecita.

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