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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Atessa

Operaio deceduto in fabbrica ad Atessa, i sindacati: "Tragedia inaccettabile"

Roberto Caporale, 47 anni di Lanciano, è la prima vittima sul lavoro del 2024 in Abruzzo. Resta sotto sequestro la pressa a cui l'operaio lavorava, la procura frentana affiderà nelle prossime l'incarico per l'autopsia

È ancora tanto lo shock, ma anche la rabbia, per la morte di Roberto Caporale, l'operaio 47enne di Lanciano, colpito da un tubo metallico espulso da una pressa. Oggi i sindacati hanno protestato per l'ennesima vittima sul lavoro, la prima del 2024 in Abruzzo.

Le indagini, per ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto lunedì 15 gennaio nella ditta Proma spa di Atessa, vanno avanti. Oggi la maggior parte dei 70 dipendenti sono tornati a lavoro, dopo il fermo produttivo scattato a seguito dell'incidente mortale. Resta sotto sequestro la pressa a cui l'operaio stava lavorando e che produce pezzi per lo stabilimento polacco di Stellantis.

La procura di Lanciano affiderà nelle prossime ore l'incarico per l'autopsia sulla salma del 47enne, trasferita all'ospedale di Chieti. Resta da chiarire la dinamica di quanto accaduto lunedì nello stabilimento della Val di Sangro. Fim e Fiom presenteranno richiesta di incontro all'azienda per analizzare le dinamiche dell'accaduto che hanno portato al tragico infortunio.

Sindacati e lavoratori, intanto, protestano. “Purtroppo il tema delle cosiddette morti bianche continua a non essere trattato con l’urgenza che merita – afferma il segretario Fim Cisl, Amedeo Nanni - In Italia nel 2023 ci sono stati circa 1500 lavoratori che hanno perso la vita mentre lavoravano o durante il tragitto casa lavoro, un numero altissimo per un paese che si considera civile. Come sindacato andiamo anche in difficoltà a ribadire e chiedere dei concetti che secondo noi potrebbero aiutare a ridurre gli incidenti, come: iniziare dai banchi di scuola la cultura e l’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro, aumentare gli ispettori nei territori, inserire dei meccanismi premianti per le aziende che investono sulla sicurezza dei dipendenti e punire sansonando le aziende che non lo fanno. Ribadiremo le nostre richieste nelle sedi opportune, ma ora il nostro pensiero deve andare al lavoratore che ha perso la vita e alla sua famiglia alla quale esprimiamo tutta il nostro cordoglio e vicinanza”.

Roberto Caporale era dipendente con contratto di somministrazione della Proma spa, azienda metalmeccanica con sede in Val di Sangro. Vi era arrivato circa un anno e mezzo fa, dopo esperienze lavorative in altre aziende della Val di Sangro e un periodo trascorso in Brasile. Era uno sportivo e grande tifoso del Lanciano. Lascia la madre Antonella (il padre Camillo, ex dipendente comunale della segreteria del sindaco, è venuto a mancare nel 2018), la sorella Francesca e la compagna Valentina, con cui progettava il futuro.

“Nel 2022, fonte Inail, ci sono state 23 morti sul lavoro; nel 2023 sono drammaticamente salite a 30. Non è più possibile restare inermi di fronte a questi dati – tuona Nicola Manzi, coordinatore generale di Uilm Abruzzo - è necessario trovare tutti gli strumenti per costringere le aziende, siano esse capannoni con poche decine di operai oppure multinazionali, ad applicare le norme in materia di sicurezza. I lavoratori devono essere messi costantemente al corrente delle norme pratiche da applicare in fabbrica relative alla loro salute e sicurezza. L’ignoranza delle regole o la loro non applicazione è un’urgenza alla quale dobbiamo mettere fine. Per questa ragione come Uilm Abruzzo – prosegue Manzi – facciamo appello a tutte le rsu e rls delle fabbriche d’Abruzzo per indire un’ora di assemblea specifica, al fine di richiamare all’attenzione dei lavoratori il problema della sicurezza sul lavoro e ribadire che la priorità deve restare sempre e per tutti la salute e la sicurezza dei lavoratori”.

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