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Ludovica, Marina e Fausto: il dolore e le domande di chi resta

La sorella di Filippone tenuta lontano dal fratello che l'aveva chiamata sul cavalcavia. Il fratello di Marina, chiuso nel suo dolore, minaccia azioni legali. Un conoscente: "Filippone agitato il giorno prima della tragedia"

"Le forze dell’ordine mi hanno tenuta in un angolo su quel viadotto per cinque ore senza mai farmi parlare con mio fratello, eppure era stato lui a chiedere di vedermi. Poi Fausto si è buttato e io sono ancora qui, senza una spiegazione…”. Antonella Filippone, medico radiologo del SS. Annunziata di Chieti, non può darsi pace per il dramma che ha investito due famiglie domenica scorsa e per il gesto folle del fratello. C’era anche lei su quel maledetto viadotto della A14, sopra Francavilla, dove sette ore prima il manager della Brioni aveva lanciato la figlia di dieci anni Ludovica per poi fare altrettanto dopo un’estenuante trattativa, richieste di perdono, silenzi.

Su quel viadotto a ‘mediare’ c’era anche lo psichiatra Massimo Di Giannatonio: "Ci siamo trovati di fronte a un muro insormontabile e invalicabile – ha detto il professore in un’intervista a Radio Capital  - Filippone ha dovuto cercare dentro di sé il coraggio per lanciarsi nel vuoto. Non c'era per lui possibilità di essere perdonato né di comprendere le ragioni profonde di ciò che aveva fatto".

Si indaga per capire le ragioni della follia

Fausto Filippone si è buttato domenica sera dal viadotto dell’A14 ed è morto sul colpo, al termine di una giornata di follia durante la quale ha minacciato per ore di lanciarsi nel vuoto se qualcuno si fosse avvicinato al corpo della figlia Ludovica che aveva gettato lui stesso dal ponte, anche lei morta sul colpo. La piccola, secondo alcune testimonianze, sembrava come drogata o sedata tant'è che non avrebbe reagito al gesto malato e inspiegabile del genitore che l'ha spinta giù per oltre 30 metri. Il tutto si è consumato in pochi istanti.

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Con la stessa follia che, nella tarda mattinata di domenica, potrebbe essersi manifestata nella palazzina rosa di piazza Roccaraso, non distante dalla chiesa dei XXII Apostoli e allo stadio Angelini: da lì, dal terzo piano, è caduta la moglie Marina Angrilli, 52 anni, insegnante di Lettere allo Scientifico Da Vinci di Pescara, deceduta dopo essere arrivata in condizioni disperate all’ospedale di Chieti. I residenti non si sono accorti di nulla fino a quando non hanno visto il corpo a terra, tra il sangue, e hanno chiamato i soccorsi. Filippone non avrebbe manifestato particolari segni di disperazione di fronte alla tragedia in atto ma, dopo aver assicurato ai sanitari del fatto che sarebbe tornarato in ospedale con i documenti della moglie, si sarebbe affrettato ad andare a prendere la piccola Ludovica a casa degli zii materni a Pescara, dove anche la famiglia Filippone viveva (l'appartamento a Chieti Scalo solitamente era affittato agli universitari).

"Agitato il giorno prima del dramma"

Secondo quanto emerso finora dalle indagini,  Filippone non aveva problemi psichici. I conoscenti e i colleghi lo hanno descritto come persona estremamente riservata e silenziosa. Alcuni mesi fa la morte della madre e di un amico lo avevano sì profondamente segnato, ma nulla sembrava presagire una barbarie di tale portata. Tuttavia un professionista che lo ha incontrato a Chieti Scalo sabato pomeriggio nel suo studio, a poche ore dalla tragedia familiare, aveva notato che Fausto Filippone era molto strano e agitato.

Verifiche sono anche in corso sul contenuto di un foglio volato giù dal cavalcavia che conterrebbe alcuni nomi, ma gli investigatori per ora mantengono il più stretto riserbo. All'ospedale oggi è il giorno dell'autopsia sui corpi di Marina e della piccola Ludovica.

Intanto il dottor Francesco Angrilli, fratello di Marina, in realazione alle notizie apparse negli ultimi giorni sulla stampa, starebbe valutando l'affidamento di un incarico ad un legale per tutelare l'immagine familiare: "Mia sorella Marina – ha ribadito - era regolarmente sposata con rito civile con Fausto Filippone. Mia nipote Ludovica era era figlia legittima della coppia. Una famiglia normalissima, sana e di buoni principi!".

Dove per ora tante domande restano e forse resteranno senza risposta.
    

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