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Daniela, uccisa l'8 marzo dopo l'ennesima lite per motivi economici

Daniela Marchi e Joseph Martella vievano in un appartamento in affitto a Vasto Marina, entrambi erano disoccuppati. La donna è stata strangolata con un cavo elettrico

L'hanno trovata in pigiama nello spazio tra l'ingresso e la cucina. "Aiutatemi ho ucciso Daniela". E per lei ormai non c'era più niente da fare. Daniela Marchi è morta la sera della Festa della Donna. Niente mimose per lei ma un cavo elettrico, forse lo stesso usato poco tempo prima per riparare il phon e poi gettato nel cestino, stretto attorno al collo fino a non vederla più respirare.

E' morta così questa donna di 53 anni originaria di Roma. Vittima di un raptus omicida per il quale è stato fermato il convivente, Joseph Martella, 57enne di origini francesi ma abruzzese d'adozione. Vivevano da un po' di mesi in una palazzina a Vasto Marina, a ridosso della Statale 16.

PROBLEMI ECONOMICI Entrambi erano disoccupati: lui, ex barista di notte a San Salvo, aveva perso il lavoro a dicembre, lei si era arrangiata in passato lavorando come collaboratrice domestica e cameriera. Martella aveva precedenti penali per reati contro il patrimonio. Sembra che domenica sera stessero litigando ancora una volta per motivi economici che da quando Martella aveva perso il lavoro, assediavano semprpe di più la coppia. Poco prima della mezzanotte Martella ha avuto lo scatto d'ira e per zittire la sua donna che gli rimproverava di essere rimasto senza lavoro le ha stretto il cavo intorno al collo.

Poi, resosi conto del dramma che si stava consumando nel suo appartamento, ha chiesto aiuto agli inquilini del piano di sopra. In via De Filippo poco dopo sono arrivati il personale del 118 e del Commissariato. Ma il cuore di Daniela non batteva più.

REO CONFESSO Davanti gli agenti Martella ha confessato di essere l'autore dell'omicidio "alternando frasi a lunghi momenti di silenzio seduto sul divano davanti al corpo della sua compagnia", ha riferito il vice questore Alessandro Di Blasio. Poi, durante l'interrogatorio di garanzia in Procura, assistito dal suo legale Massimiliano Baccala', si è avvalso della facoltà di non rispondere. Adesso è in carcere a Torre Sinello in attesa di essere interrogato davanti al Gip.

Questa mattina all'ospedale di Vasto è prevista l'autopsia, disposta dal magistrato, sul corpo di Daniela.

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