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Cipressi: "Non volevo uccidere Fausto"

Interrogato in procura, il 24enne di Chieti ha ricostruito ciò che è accaduto la sera in cui è stato ucciso Fausto Di Marco

“Non volevo uccidere Fausto”. Emanuele Cipressi, 24 anni di Chieti, in carcere per l’omicidio del musicista 39enne in via Pescara lo scorso 9 ottobre, ha riportato la sua versione dei fatti davanti al sostituto procuratore Giancarlo Ciani, titolare dell’inchiesta.

Ieri mattina in Procura è durato circa un’ora l’interrogatorio del 24enne, assistito dagli avvocati Marco Femminella e Omar Sanelli. Cipressi, che nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip si era avvalso della facoltà di non rispondere, stavolta ha ricostruito quanto accaduto quella notte davanti al circolo Tre Assi (che è stato chiuso) quando ha rotto la bottiglia con la quale Di Marco è stato poi colpito mortalmente alla gola.

Un gesto, quello di portare il coccio di bottiglia al collo, che Cipressi  ha detto di aver compiuto col solo intento di spaventare la vittima. Ma poi i fatti hanno preso una piega diversa con il tragico epilogo che ha sconvolto un’intera comunità.

LA FIACCOLATA PER FAUSTO DI MARCO
 

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