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Ombrina e parco Marino, parlano i sindaci di San Vito e Rocca San Giovanni

Catenaro e Di Rito ribadiscono il sostegno all'istituzione di un'area marina protetta nel tratto di mare antistante la costa dei trabocchi. "La “sveglia” su questa vicenda - dicono - dovrebbe essere data al “sottosegretario” Mazzocca che avrebbe potuto e dovuto muoversi. Se Ombrina vedrà la luce, i responsabili saranno altri"

“Siamo assolutamente favorevoli alla istituzione di un'area marina protetta nel tratto di mare antistante la costa dei Comuni di San Vito Chietino e Rocca San Giovanni e lo abbiamo già ribadito in sede di audizione in commissione regionale. Tuttavia, non si può accettare che ora, a poche ore dalla conferenza dei servizi (la seduta del 14 ottobre scorso è stata rinviata proprio grazie alle eccezioni da noi formulate) che potrebbe concedere il via libera definitivo a Ombrina Mare, ogni responsabilità in tal senso venga strumentalmente addossata proprio ai sindaci dei Comuni che, per primi, hanno proposto già da tempo l'istituzione di un parco marino quale unico strumento giuridico per impedirne l'istallazione". Lo dicono i sindaci di San Vito e Rocca San Giovanni, Rocco Catenaro e Gianni Di Rito intervenendo sul dibattito circa circa la possibile istituzione di un Parco Marino Regionale quale unica possibilità per bloccare l’insediamento di Ombrina Mare.

Nel ricordare di essersi battuti in ogni sede sia politica, sia istituzionale, sia giudiziale (il T.A.R. del Lazio ha accolto proprio il ricorso dei due Comuni e, proprio in questi giorni, i legali stanno provvedendo a notificare il
ricorso innanzi al T.A.R. Lazio contro il decreto interministeriale che ha dato il parere favorevole a Ombrina Mare), Catenaro e Di Rito evidenziano che la “sveglia” su questa vicenda dovrebbe essere data al “sottosegretario” Mazzocca "che nei suoi 18 mesi di assessorato all’ambiente avrebbe potuto e dovuto muoversi con largo anticipo e non attivarsi, in zona Cesarini, con una proposta di legge regionale che, tra l'altro, come tutti sanno, è palesemente incostituzionale essendo la competenza a legiferare sul mare materia riservata in via esclusiva allo Stato come, purtroppo, proprio la storia di Ombrina insegna. Se Ombrina si farà - proseguono -  la responsabilità è da attribuire al governo Prodi ed all’epoca Ministro dei Verdi Pecoraro Scanio, che concesse nel 2007 le autorizzazioni alla ricerca e prospezione, al governo Monti che, con il c.d. Decreto Passera, ha fatto salvi i procedimenti in corso seppur riguardanti progetti ricompresi entro le 12 miglia dalla costa ed al governo Renzi che, con il cosiddetto decreto “sblocca Italia”, ha dichiarato tali installazioni di “interesse strategico, di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti”.

E concludono: "Continueremo a sostenere ogni iniziativa utile ad impedire questo scellerato progetto ma se Ombrina vedrà la luce i responsabili saranno altri, certamente non noi nè le nostre amministrazioni”.

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