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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Il caso Ombrina in campagna elettorale, il Wwf frena: "Non bastano le dichiarazioni"

Dopo la dichiarazione del candidato presidente della regione Luciano D’Alfonso e le accuse rivolte a quets'ultimo da Confindustria, sul tema interviene il Wwf Abruzzo:

La questione Ombrina Mare entra nella campagna elettorale abruzzese. Dopo la dichiarazione del candidato presidente del centrosinistra, Luciano D’Alfonso: "La questione non esiste perché io alle bellezze dell’Abruzzo non rinuncio" e le accuse di Confindustria: "Quale rilancio vuole prospettare facendo perdere altre migliaia di posti di lavoro nell’industria?", sul tema interviene il Wwf Abruzzo: “Non bastano le dichiarazioni: il no alla deriva petrolifera va espresso con i fatti”.

Fabrizia Arduini, referente energia Wwf Abruzzo, pone al candidato presidente del centrosinistra una questione: "Quali azioni concrete intende assumere per favorire un decreto legge ispirato dalla risoluzione dell’on. Mariastella Bianchi, approvata nei giorni scorsi dalla Commissione Ambiente, che in sintesi propone la sospensione delle autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi e ripristina il divieto entro le 12 miglia dalla costa per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 del 2010?  Oppure un decreto legge che di fatto elimini l’art.35 del Dlgs 83/ 2012, il cosiddetto Decreto Passera, che ha rimesso in pista progetti già bloccati per vicinanza alla costa dal Dlgs 128/2010? Solo una di queste due azioni legislative, soprattutto la seconda, può restituire agli abruzzesi serenità e garantire il rispetto delle loro scelte, rese evidenti dall’enorme successo del corteo del 13 aprile 2013”.

Bocciate invece le dichiarazioni del presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera. “Il Wwf – chiosa il presidente Luciano Di Tizio – è a favore di progetti innovativi e di iniziative volte a contenere il costo dell’energia e ad aumentare l’occupazione, progetti portati avanti anche da Confindustria a livello nazionale e da molti dirigenti e imprenditori locali  capaci di guardare al futuro e non al passato. Su questi il confronto è sempre possibile. È difficile invece dialogare con chi sembra non voler accettare il principio base della democrazia: quel che conta più di ogni altra cosa è la volontà della stragrande maggioranza degli abruzzesi e non gli interessi di un pugno di investitori”.

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