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Cronaca

Ombrina, il Governo ci ripensa: torna il limite delle 12 miglia

Un emendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità ripristina il limite di 12 miglia per le trivelle. Ombrina mare da anni è al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la regione

Un emendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità che regola le perforazioni petrolifere in Adriatico blocca Ombrina Mare.

L'emendamento per la modifica delle norme che riguardano gli idrocarburi, prevede il ripristino del divieto delle 12 miglia facendo salvi solo i titoli abilitativi già rilasciati. Se approvato bloccherebbe di fatto Ombrina. "che ad oggi - sottolinea in una nota il Coordinamento No Ombrina -  non ha la concessione di coltivazione non essendo stato pubblicato il Decreto sul bollettino dell'Unmig, il Bollettino ufficiale per gli idrocarburi e le georisorse. E', quindi, una vera e propria corsa contro il tempo". Il testo introdotto ferma l'impianto di Ombrina mare, previsto al largo delle coste abruzzesi e da anni al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la regione e in Molise. Iniziative sfociate anche nei 6 quesiti referendari sul tema richiesti da dieci Regioni a cui la Cassazione ha dato il via libera il 28 novembre.

Negli ultimi mesi infatti sono state diverse le iniziative di protesta contro il progetto di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi della Rockhopper. Solamente nel 2015 diverse manifestazioni di piazza avevano sollecitato il Governo a tornare sui propri passi in tema di trivelle: il corteo a Lanciano, la protesta a L'Aquila durante la visita del premier Renzi ad agosto, il sit-in a Roma durante una riunione della Conferenza dei servizi poi rinviata.

GLI AMBIENTALISTI Esultano le associazioni ambientaliste: "Con la presentazione di tre emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 il Governo fa un importante passo indietro e ammette di aver sacrificato sinora lo sviluppo sostenibile del Paese agli interessi dei petrolieri. Adesso si attende che gli emendamenti presentati ieri alla Camera siano effettivamente approvati nei prossimi giorni con le ultime correzioni necessarie", dicono FAI, Greenpeace, Legambiente, Marevivo, Touring Club Italiano e WWF. "Come da noi sostenuto da sempre e ora ammesso dal Governo - continuano gli ambientalisti - già nel 2012 era stata compiuta dal Governo Monti una intollerabile forzatura con la sanatoria delle procedure autorizzative in corso anche per attività offshore di prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare che insistessero nell'area di interdizione delle 12 miglia dalla costa istituita per legge. Ora questo errore è stato corretto tardivamente dal Governo Renzi facendo salvi solo i titoli concessori già rilasciati".

LA POLITICA  "L'emendamento della maggioranza alla legge di stabilità è una buona notizia per gli abruzzesi e tutti gli italiani - commenta il deputato del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca - A meno di colpi di scena dell'ultimo minuto la storia di Ombrina nei prossimi giorni potrebbe considerarsi chiusa. E' l'ennesima dimostrazione che le lotte di territorio e della popolazione non possono restare inascoltate per sempre".

Sulla questione interviene anche l'onorevole Fabrizio Di Stefano che qualche settimana fa aveva convocato una manifestazione dei sindaci di centrodestra contro Omrbina: "Apprendiamo con piacere che il Governo ha presentato un emendamento che in sostanza, sbarra la strada alla realizzazione di Ombrina e tutte le attività estrattive in mare entro le dodici miglia - dice -  Un emendamento identico a quello che ho presentato giorni fa ma che è stato bocciato. Questa è la dimostrazione di come alle volte la mobilitazione dei cittadini può essere più forte degli interessi delle multinazionali".

"Il Governo, grazie anche all'impegno del presidente del Consiglio  Matteo Renzi, si é mostrato un alleato decisivo per la nostra regione - dichiara invece il segretario regionale del Pd, Marco Rapino  - Ora in Parlamento le forze politiche devono trovare la massima compattezza per dare seguito a questa decisione, una coesione su questo obiettivo che riguarda anche il movimento 5 Stelle, non è il momento delle divisioni ma di una scelta condivisa in favore dell'Abruzzo. Ringrazio i singoli cittadini, le associazioni ambientaliste, gli esponenti politici che hanno creduto nelle nostre iniziative, e in particolare alla delicata mediazione istituzionale svolta dal presidente D'Alfonso e dai parlamentari Pd. Dopo tante polemiche, alcune delle quali dannose e aggressive, possiamo dire che ha vinto  l'intelligenza e la nostra passione democratica”.

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