Cronaca

Zia Olga festeggia il compleanno: 105 anni tra fede, uncinetto e un sorriso contagioso

Un quartiere in festa per Olga Sbarra in Mancinelli: classe 1914, due guerre, il lavoro all'asilo di via Ravizza e l'amore dei nipoti. "Oggi ci prendiamo cura noi di lei"

Un ‘compleanno da record’ quello di zia Olga che il 28 giugno ha festeggiato ben 105 anni. Nella sua abitazione in via Tommaso di Petta, vicino piazza Garibaldi a Chieti, in tanti hanno voluto celebrare questo traguardo. Ma Olga Sbarra è stata festeggiata e coccolata anche fuori casa: nella chiesa di Sant’Antonio Abate con don Donatello e al bar con bel gelato.

105 anni portati benissimo, sempre col sorriso e una lucidità invidiabile per questa zia dal cuore grande. Di figli non ne ha avuti con il compianto marito Rocco Mancinelli e pur non essendo mai diventata 'ufficialmente' nonna, può vantare una schiera di nipoti e pronipoti che la adorano e stravedono per lei. Come Valeriana, Raffaella, Andrea e Mattia Mancinelli. Senza contare tutti quei bambini che lei ha amato, ricambiata, come fossero suoi durante gli anni in servizio all’asilo di via Ravizza.  E fa strano, oggi, vedere le bambine di una volta – signore di 70 anni e più -  andare a farle visita e ricordarsi di lei come fosse ieri.

“Forza della natura” così la chiamano i suoi cari. Olga è rimasta orfana da bambina: il padre è morto durante la prima guerra mondiale e la piccola Olga, che ha vissuto due guerre e non si è allontanata quasi mai da Chieti, ha trascorso parte dell’infanzia dalle suore.

Dispiaceri ce ne sono stati tanti in più di un secolo. "Ma nella mia vita c'è tanto tanto tanto amore al Signore” dice zia Olga mentre le brillano gli occhi. 

Oggi si mantiene attiva attraverso i suoi due grandi hobby: le parole crociate e l’uncinetto con cui decora coperte, sciarpe, tovagliolini. Tutte le settimane legge Famiglia Cristiana, la rivista alla quale è abbonata.

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“L’anno scorso siamo stati insieme a Caporetto per trovare il padre – racconta il nipote Mattia – che è morto durante un periodo di prigionia ed è sepolto a Salisburgo. Nonostante l’età e un intervento per la rottura del femore quando aveva 97 anni, zia Olga sta bene e deambula normalmente. È assistita da una badante, ma di lei ci occupiamo noi quattro nipoti. Era la moglie del fratello di mio nonno, per noi è stata una terza nonna e per un periodo è stata anche in casa con noi. Lei si è presa cura di noi quando eravamo bambini, oggi siamo noi a prenderci cura di lei”.

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