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la biciclettata da Vasto

la biciclettata da Vasto

Stop airgun: dal Veneto alla Puglia un unico appello per difendere l'Adriatico

Da Vasto a Fossacesia la biciclettata, a Pescara il flashmob per dire no a nuovi gasdotti e stoccaggi sulla terraferma. Domenica di manifestazioni in cinque regioni

Un unico messaggio dal Veneto alla Puglia per chiedere al nuovo Parlamento di bloccare le trivelle in Adriatico. "Fuori i petrolieri dall'Adriatico e stop a nuovi gasdotti e stoccaggi sulla terraferma, il paese deve uscire dalle fossili". E’ stato ribadito questa mattina la pedalata in mountain bike da Vasto a Fossacesia e al flash mob alla nave di Cascella a Pescara alla nave di Cascella, due dei tre eventi organizzati in Abruzzo assieme al flash mob di Giulianova.

Cinque le regioni coinvolte nella protesta - Abruzzo, Marche, Molise, Veneto, Emilia Romagna e Puglia - con iniziative anche ad Ancona, San Benedetto del Tronto, Termoli, Rimini, Mestre, Termoli e Bari. 

"Dal Veneto con i nostri attivisti a Mestre fino a Bari in Puglia c'è un unico appello al nuovo Parlamento affinché blocchi le trivelle in Adriatico, i nuovi progetti e questa attività di air gun in mare che è così dannosa per la fauna marina e anche per la pesca, e in futuro anche per il turismo”  le parole di Augusto De Sanctis del Forum H2O e del coordinamento No Hub del Gas Abruzzo per dire no alla deriva petrolifera e ai progetti di prospezione con air gunapprovati dal ministero dell'Ambiente e in via di autorizzazione definitiva da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. 

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Gli attivisti delle tante organizzazioni aderenti hanno gridato slogan per chiedere di fermare le prospezioni petrolifere con l'air gun dannose per la fauna marina e per dire "No Snam" in vista della manifestazione di sabato 21 aprile a Sulmona.

“L'appuntamento di oggi – sottolineano gli organizzatori – è l'avvio di una nuova mobilitazione diffusa per chiedere provvedimenti adeguati per far uscire quanto prima il paese dall'energia da fonti fossili anche alla luce dell'emergenza clima, oltre che per gli immensi danni territoriali causati da perforazioni, gasdotti, stoccaggi, raffinerie e centrali”.

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