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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

No al Tfa speciale, torna protesta alla d'Annunzio: "Si premi il merito"

Appello dei iscritti al Tfa ordinario affinchè il Rettore Di Ilio prenda una presa di posizione precisa, evitando l'attivazione dei Tfa Speciali nell'Ateneo teatino

Ancora proteste all’università d’Annunzio contro i Tirocini Formativi Attivi (Tfa) speciali.

Gli iscritti al Tfa ordinario lanciano un messaggio al Magnifico Rettore Carmine Di Ilio e a tutti i docenti sottoscrivendo l’appello dell’Adi (Associazione Docenti Italiani). “Le Università abruzzesi difendano il merito e non attivino i Tfa speciali” protestano gli iscritti al percorso ordinario abilitante all’insegnamento nelle scuole superiori di primo e secondo grado affinchè Di Ilio prenda una posizione precisa, evitandone l’attivazione nell’Ateneo teatino.

A quanto si apprende i Tfa speciali, ora denominati PAS (Percorsi Abilitanti Speciali), si svolgeranno nelle università italiane senza selezione dei candidati.

 “Quello che chiediamo – spiegano i corsisti dell’Ud’A - è di portare avanti è una battaglia sul merito contro le scelte del MIUR che, ancora una volta, dimostra di non tenere contro dei sacrifici e dell'impegno affrontati dai corsisti del Tfa ordinario da più di un anno a questa parte. Per poter accedere al percorso abilitante abbiamo dovuto sostenere tre prove selettive durissime, lezioni quotidiane e mille difficoltà per coniugare impegni familiari e lavorativi. E poi esami, spesso anche più duri di quelli previsti nel percorso universitario.

E in questi giorni, subito dopo l'esame finale abilitante, il Ministro Maria Chiara Carrozza ci ha consegnato il regalino dei Tfa Speciali: l’ennesima occasione per chi non ha voluto, potuto o semplicemente non è riuscito ad abilitarsi o a vincere il concorso a cattedre. E noi che abbiamo scelto e guadagnato l’accesso al percorso ordinario – continuano - ci troviamo con un pugno di mosche in mano e duemilacinquecento euro in meno nelle tasche, a tanto ammonta – euro più euro meno - il costo per la frequenza del Tfa”.

I corsisti riferiscono anche che per loro l’abilitazione potrà essere spesa solo a partire dall’anno scolastico 2014/2015, quando potranno iscriversi nella seconda fascia delle graduatorie per il conferimento di incarichi di supplenza. “Ma a quel punto  - lamentano - la stessa fascia sarà invasa dagli 'speciali', prodotto dell’ennesimo condono che segna la storia delle scuola in Italia e per noi le speranze di un incarico, di una supplenza saranno praticamente azzerate”.

In Abruzzo, tra Chieti, Pescara e L'Aquila, il percorso abilitante conta circa 500 persone.

“Facciamo appello – concludono i corsisti del Tfa ordinario – ai docenti delle scuole superiori, ai loro colleghi universitari e al Magnifico Rettore Di Ilio, al pari grado dell’ateneo aquilano Paola Inverandi, affinché impediscano che queste ennesima negazione del merito si compia. Lo chiediamo in difesa della tanto decantata deontologia professionale. Chiediamo di difendere la scuola e il lavoro pubblico in Italia. Perché nessuna azienda assume un dipendente perché è stato precario per tre anni, ma soltanto se lo merita; la scuola, invece, sì. Senza preoccuparsi di chi andrà a formare i futuri cittadini italiani e non”.

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