Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Emergenza neve, Casale Futuro: "Il problema è tra le amministrazioni e gli amministrati"

Rafforzare lo spirito di solidarietà e comunità, questa è secondo Casale Futuro, la ricetta per far fronte a situazioni di emergenza come quella di questo fine settimana a Casalincontrada

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Le problematiche legate al maltempo di questi giorni sono note a tutti noi.

Personalmente mi preme valutare un aspetto che credo sia molto poco considerato in generale ma i cui effetti sono molto pesanti in queste situazioni emergenziali.

La dura polemica conseguente alla conoscenza da parte delle amministrazioni di quanto sarebbe stato pesante da gestire questa ondata di maltempo purtroppo o per fortuna tra qualche settimana sarà solo un ricordo e dopo fiumi di inchiostro, confronti su facebook e finanche alla rottura di qualche amicizia nulla su cui lavorare e riflettere seriamente probabilmente rimarrà.

Il vero problema è quello del rapporto tra le amministrazioni ed i propri amministrati.

Specialmente in molti piccoli centri il rapporto tra gli amministratori, che dovrebbero adottare il metodo del “buon padre di famiglia”, e i cittadini stessi, ha subito una involuzione che rende pesantemente negativo il risultato finale. Nei piccoli centri si è perso il senso del valore del ruolo dell'amministratore e lo si è confuso malamente con il ruolo probabilmente più ambito di politico che decide ciò che decide perchè sono stato eletto. Non su tutti gli argomenti è così.

Mi spiego meglio cercando di essere più comprensibile. Quando si è basata, non da oggi ma da decenni, la fortuna elettorale di questa o dell'altra compagine che si confronta per le amministrative sul soddisfacimento di esigenze in gran parti rientranti nella sfera personale e dei singoli, non ci si può stupire quando poi ci si ritrova in una comunità in cui il senso civico latita.

Dopo decenni in cui il valore dei singoli amministratori è stato misurato con il metro della disponibilità a far scegliere al cittadino il loculo al cimitero piuttosto che la possibilità di abusivismi se non di utilizzo di aree demaniali e quanto altro rientri nella pratica della filosofia del “bene singolo maggioritario”; dopo decenni in cui ci si è dimenticati di esercitare alcune delle prerogative di controllo ed azione proprie del ruolo di amministratore creando discrimini tra i cittadini; dopo decenni di teste girate distrattamente verso altre direzioni; dopo decenni passati ad abbassare il livello della possibilità di socializzazionelibera nel proprio comune mettendo in atto tutte le possibili azioni sino al sistematico controllo dell'associazionismo anche a scopo di volontariato; probabilmente non si è in grado di comprendere quando è il caso di richiedere l'aiuto della cittadinanza.

Richiedere l'aiuto della cittadinanza, atto motivato e giustificato abbondantemente dalle premesse e dai ripetuti allarmi sulle condizioni meteo che oggi stiamo subendo, implica l'azione principale di mostrare umiltà e soprattutto limita, in seguito, la possibilità di scaricare eventuali responsabilità derivanti dall'inadeguatezza al momento. Ci si ritrova ad essere prigionieri di un ruolo di “super amministratore che non deve chiedere mai” sennò si corre il rischio di mostrare debolezza.

Ci si nasconde dietro una presunta mancanza di senso civico della cittadinanza. Potrà essere anche vero. Ma la prova provata di tale ammissione sarebbe quella di richiedere l'aiuto della cittadinanza e all'eventuale rifiuto poter esprimere un giudizio così pesante.

Credo proprio che in momenti come questo che stiamo vivendo sarebbe utile ed opportuno, proprio per rafforzare lo spirito di solidarietà e di appartenenza di una comunità, specialmente se piccola, fare questo piccolissimo gesto di umiltà politica e soprattutto personale.

Ammettere che in momenti così particolari, in cui gli avvenimenti si possono accavallare sino a poter creare problemi ancor più grandi di quelli che si è chiamati a risolvere, si ha bisogno di un aiuto dalla comunità per la comunità stessa non è assolutamente un segno di debolezza, anzi, è un segno di grande forza morale oltre che di vero rispetto.

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