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Morì dopo un intervento all'anca: la Asl condannata a risarcire con 900 mila euro la famiglia

I fatti risalgono al 2012 quando l'anziana venne ricoverata al SS. Annunziata. Per i giudici vi furono gravi responsabilità di carattere medico-infermieristico

Il tribunale di Chieti ha condannato la Asl Lanciano-Vasto-Chieti a risarcire con circa 900 mila euro i familiari di una donna di Lanciano, deceduta durante un ricovero all'ospedale SS. Annunziata, nel 2012.

La donna, 77 anni, era morta un mese e venti giorni dopo un intervento all'anca, il 20 novembre 2012. Per i sanitari la paziente era morta per vecchiaia (marasma senile), ma il procedimento civile ha accertato "la grave ed esclusiva responsabilità dei sanitari del nosocomio teatino".

Secondo quanto ricostruito, dopo l’intervento ortopedico subentrarono delle complicazioni dovute ad emorragie, infezioni e nuove operazioni, anche al fegato che è stato danneggiato.

Nella sentenza del tribunale civile di Chieti la Asl è stata così condannata al risarcimento totale di 846 mila euro agli eredi: oltre ai tre figli, liquidati con 170 mila euro ciascuno, il giudice ha risarcito anche i cinque nipoti della donna, ognuno con 50 mila euro, e le tre nuore, 10 mila ciascuna, motivato dal forte legame affettivo. Nei confronti della paziente deceduta il risarcimento è stato di 56 mila euro per i giorni in cui è stata ricoverata. Danno non patrimoniale passato agli eredi. I familiari sono stati patrocinati dall’avvocato Alessandro Di Martino.

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