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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca

È morto Gregorio Rotolo, maestro dell'arte casearia e simbolo degli antichi sapori d'Abruzzo

Cordoglio in tutta la regione per la scomparsa del casaro di Scanno, che aveva 62 anni

È scomparso a 62 anni Gregorio Rotolo, di Scanno, maestro dell'arte casearia, conosciutissimo in Abruzzo e fuori dai confini regionali per essere diventato il volto e il custode degli antichi sapori della tradizione. 

Cordoglio è stato espresso dal presidente della Regione, Marco Marsilio, che commenta: "Se ne va un simbolo dell’Abruzzo, resterà nella memoria di tutti il suo impegno per valorizzare e salvaguardare il nostro territorio".

"Con Gregorio se ne va un pezzo del nostro Abruzzo autentico, vero e inimitabile", sono le parole del presidente Uncem Abruzzo, Lorenzo Berardinetti, per la scomparsa di Gregorio Rotolo. "Ci conoscemmo oltre 20 anni fa, quando girava per le sagre con i suoi formaggi dando la possibilità a tutti di apprezzare quei sapori genuini che oggi non sono così facili da trovare", ha ricordato Berardinetti, "era vulcanico, lungimirante e allo stesso tempo schietto e sincero. Amava la sua terra e apprezzava tutto quello che veniva fatto per valorizzarla. Mancherà all'Abruzzo un custode delle tradizioni come lui. E mancherà anche a tutti noi".

Cordoglio arriva anche dal Wwf, che lo ricorda con affetto: "CUstode delle montagne d'Abruzzo, pastore simbolo della nostra Regione, profondamente legato alla sue radici, ma capace di inventiva, imprenditorialità e amore per l’ambiente.  Nell’azienda agricola biologica Valle scannese, Gregorio ha concretizzato la sua filosofia di vita e di attività professionale: sottolineava sempre che vivere in un contesto incontaminato, ricco di biodiversità vegetale e animale, come sono molte zone d’Abruzzo, è una fortuna e che a noi resta il dovere di preservare questo tesoro. Ribadiva che un ambiente salubre è un valore aggiunto per i prodotti aziendali e per l’offerta turistica e per questo aveva scelto di ridurre al minimo l’impatto della sua attività sull’ambiente". 

"Era il 2012 quando il Wwf incontrò Gregorio e da lì iniziò una lunga amicizia fatta di confronti e scambi di vedute; quel giorno - ricorda l'associazione - montammo un grande recinto anti-orso presso la sua azienda a Scanno. Convinto che la prevenzione dei danni fosse la strada per la convivenza uomo-orso, Gregorio aveva sempre avuto parole gentili per questo animale. Disse in più occasioni che per fare il pastore si deve voler bene all'orso o al lupo, perché conosceva benissimo il valore della biodiversità delle montagne in cui le sue greggi pascolavano. Oggi gli amici del Wwf Abruzzo e della riserva regionale Gole del Sagittario, si stringono al dolore dei famigliari e vogliono ricordare con le immagini del breve video allegato, il pastore gentile, custode del sapere antico, dei colori e profumi delle sue amate montagne". 

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