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Cronaca Lanciano

È morto il magistrato Giuseppe Carabba, fu presidente del tribunale di Lanciano

Nel 2009 era andato in pensione e in quell'anno era stato premiato in Comune per la sua attività professionale

È morto questa mattina, a Lanciano, il giudice Giuseppe Carabba.

La sua è stata una vita trascorsa in magistratura: era stato per 10 anni, dal 1999, anche presidente del tribunale frentano. Poi, nel 2009, la pensione. In quello stesso anno, era stato premiato in Comune per l'attività professionale svolta.

I funerali si terranno domani (giovedì 23 giugno), alle ore 10, nella chiesa di San Pietro a Lanciano.

Cordoglio dal sindaco Filippo Paolini, a nome di tutta la città: "Nell'apprendere la notizia della scomparsa del presidente Giuseppe Carabba - dice - mi piace ricordarlo come magistrato di pregevole spessore professionale, nonché uomo di cultura, discendente da una famiglia che ha segnato la storia della nostra città in modo indelebile. Nel 2009, anno del suo pensionamento, ebbi l'onore di consegnargli una targa ricordo, apprezzando nell'occasione l'umanità e la simpatia di un uomo d'altri tempi. Sentite condoglianze a nome mio personale e di tutta l'amministrazione aomunale alla amatissima moglie Gabriella, ai figli Francesco e Rocco nonché alle nuore ed ai nipoti".

Il consiglio dell'ordine e il Foro di Lanciano partecipano con commozione al  lutto  che ha colpito il collega  Rocco Carabba e il notaio Francesco Carabba e le loro famiglie  per la scomparsa del loro genitore dottor Giuseppe Carabba. "Il magistrato Giuseppe Carabba - si legge in una nota - è stato nostro giudice per tantissimi anni  sino al 2009. Prima pretore dirigente incarnando il suo ruolo nella accezione classica del termine latino di Pretor Peregrinus, conosceva tutto il territorio di sua competenza  recandosi  sui luoghi dei contenziosi, poi da giudice unico del lavoro ha rispettato sempre lavoratori e datori di lavoro emanando sentenze  in tempi brevi sempre nel rispetto del legittimo contraddittorio lavorando in modo indefesso. Divenuto presidente del tribunale ha continuato  a gestire sia le sue cause che la organizzazione dell'intero tribunale. Severo, schivo ma sempre giusto, stimato, rispettoso nei confronti di tutti dal giovane praticante avvocato ai suoi colleghi magistrati. La porta della sua stanza era sempre aperta. Uomo colto e amante della cultura  nel rispetto della  tradizione della sua famiglia d'origine, la illustre casa editrice Carabba che ha dato lustro alla cultura frentana e nazionale. Si direbbe Uomo di altri tempi. Non è così è stato un vero uomo, di ogni tempo figlio e amante della sua terra, figlio e amante  della sua sapienza giuridica, figlio e amante di ogni forma di cultura. Oggi più che mai avremmo bisogno  di uomini e donne professioniste con tale caratura. Molti di noi avvocati, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo ed imparare anche da lui la nostra professione, che non è solo conoscenza di norme  codicistiche, ma anche e soprattutto  di norme comportamentali, lo ringraziamo e lo ricorderemo per sempre".

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