Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Monossido di carbonio, 17 persone intossicate salvate dal 118 di Chieti

Il bilancio in tre mesi di attività grazie ai rilevatori ambientali che preservano la salute degli stessi operatori quando intervengono in locali saturi di sostanze nocive

In poco più di tre mesi diciassette persone intossicate dal monossido di carbonio sono state individuate e trattate in tempo dal 118 della Asl di Chieti grazie ai nuovi rilevatori ambientali acquistati. Lo rende noto l'Azienda sanitaria che ha acquistato e messo a bordo di tutte le ambulanze i rilevatori. "Delle 17 persone prese in carico, 11 sono state trasportate nei centri iperbarici fuori Abruzzo e curate con successo - spiegano dalla direzione aziendale - oltre a salvare la vita dei pazienti, i rilevatori, portatili e di facile utilizzo, con sistemi di allarme visivi e acustici, preservano la salute degli stessi operatori del 118, quando intervengono in locali saturi di sostanze nocive".

"Il  monossido  di  carbonio  (CO)  - spiega il direttore del 118 della provincia di Chieti, Dante Ranalletta - è  un  gas  inodore  e  incolore,  che  deriva  dalla  combustione incompleta degli idrocarburi. Soprattutto nel periodo invernale, l’intossicazione rappresenta una delle cause più frequenti di morte per intossicazione inalatoria. Si verifica tipicamente per malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento domestico o per ventilazione non adeguata delle automobili. I meccanismi su cui si basa la sua tossicità coinvolgono lo spiazzamento dell'ossigeno dall'emoglobina (il monossido ha maggiore affinità per I’emoglobina rispetto all'ossigeno) provocando la riduzione del rilascio di ossigeno ai tessuti".

I segni e sintomi, spesso confusi con influenza, vanno da crampi addominali, vertigini, crisi epilettiche, aritmie, ipotensione arteriosa fino al coma e tendono a correlarsi con la concentrazione della carbossiemoglobina nel sangue. La diagnosi di intossicazione è facilitata dalla contemporanea presenza di sintomi compatibili in più persone, presenti nello stesso luogo.

"Da parte del 118 - sottolinea Ranalletta - è fondamentale il riconoscimento precoce di tale intossicazione per poi allontanare il paziente dalla fonte di intossicazione, sostenere le funzioni vitali, somministrare ossigeno al 100% e, qualora necessario, avviare il prima possibile la terapia iperbarica presso i centri di riferimento. Sono altri presidi particolarmente utili alla salvaguardia della salute dei cittadini nell’ambito dell’emergenza sanitaria territoriale. Esattamente come il sistema di trasmissione di elettrocardiogrammi dal territorio alle Unità coronariche aziendali, già operativo da due anni, che ha abbattuto i tempi necessari per le procedure di angioplastica nella terapia delle sindromi coronariche acute".

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