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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

I migranti in arrivo a Ortona sono a bordo della Life Support di Emergency: "Presenti due minori non accompagnati"

L'arrivo nel porto dei 40 migranti è previsto per domani 23 agosto alle 14 circa, dopo quattro giorni dal momento del salvataggio

Sbarcheranno domani 23 agosto a bordo della Life Support di Emergency i 40 migranti soccorsi sabato scorso nel Mediterraneo, in acque internazionali della zona Sar maltese.

L'arrivo nel porto di Ortona è previsto alle ore 14 circa, dopo quattro giorni dal momento del salvataggio. 

"Stiamo navigando verso Ortona, il place of safety indicatoci dal Maritime rescue coordination centre italiano – spiega Carlo Maisano, capomissione della Life Support di EMERGENCY –. L'assegnazione di porti lontani lascia scoperta l'area di mare dove continuano a verificarsi casi di natanti in pericolo".  

Il Mediterraneo centrale, infatti, continua ad essere "una delle rotte migratorie più pericolose al mondo", dove secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) "sono già oltre 2 mila le persone morte o disperse dall’inizio del 2023". 

I 40 naufraghi a bordo, che erano partiti dalla Libia, sono tutti uomini provenienti da Bangladesh, Egitto, Pakistan, Siria e Sudan, Paesi afflitti da conflitti, instabilità economica e politica. Due sono minori non accompagnati. 

"Vogliamo che le persone migranti a causa di guerre, violenze, crisi climatica o insicurezza alimentare possano arrivare sane e salve in Europa ed essere accolte, che la Life Support possa fare il suo lavoro: salvare vite e vedersi assegnare porti più vicini per tornare in area operativa il prima possibile". 

Durante questi giorni di navigazione prima di arrivare al porto assegnato di Ortona abbiamo avuto modo di sentire le storie di alcune delle persone che abbiamo soccorso in mare – racconta Mohamed Hamdi, mediatore culturale a bordo della Life Support –. Molti ragazzi siriani denunciano la violenza nel loro Paese e raccontano di quanto sia difficile la loro vita quotidiana in Siria, dove la guerra è ancora presente e le crisi economica e alimentare rendono davvero difficile la sopravvivenza. È importante capire che le persone a bordo hanno deciso di partire, lasciarsi alle spalle famiglia e amici e rischiare la vita in Libia e nel Mediterraneo perché era l’unico modo che avevano per cercare una vita migliore”.  

I migranti soccorsi erano su una piccola imbarcazione in vetroresina, ed erano in evidente condizione di pericolo.  

“Avevo affrontato il viaggio un’altra volta oltre a questa, ma i libici mi hanno riportato indietro – racconta M. S., un ragazzo siriano di 27 anni –. Le milizie libiche che organizzano i viaggi sono d’accordo con la Guardia costiera libica, e la avvertono quando fanno partire una barca. In questo modo la Guardia costiera sa dove e quando venire a prenderci e ci riporta in carcere per estorcerci altri soldi. Ho visto tante persone venire riportate indietro più volte e finire i soldi perché ogni volta dovevano pagare un riscatto per essere liberate. È molto pericoloso essere senza soldi in Libia, a volte l’unico motivo per cui le persone non vengono uccise è perché sono viste come una fonte di soldi. Molti siriani rischiano la loro vita perché non hanno molti soldi quando decidono di partire: in Siria in questo momento c’è una grave crisi economica e ci sono famiglie che vivono con 10$ al mese. Il viaggio in mare non mi spaventava perché preferivo morire che vivere in Siria e guardare la mia famiglia soffrire. Ora invece spero di trovare un lavoro in Europa e farmi raggiungere appena sarà possibile”. 

La Life Support è la nave di ricerca e soccorso di Emergency ed è operativa nel Mediterraneo Centrale da dicembre 2022, finora ha soccorso 983 persone in undici diverse missioni. 

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