Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Metanodotto Larino-Chieti, scontro a distanza tra Di Primio e Nuovo Senso Civico

Un post del responsabile dell'associazione, Lanci, fa scattare il sindaco di Chieti, che parla di "volgari accuse, gravide di bugie"

“Cittadini di Chieti, alzate lo sguardo, diversamente da chi vi amministra”. Questo l’incipit di un post pubblicato su Facebook dal responsabile dell’associazione Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci, finito nel mirino del sindaco di Chieti Umberto Di Primio.

Il post commentava un’intervista rilasciata alla tv privata lancianese Telemax dall’assessore all'Ambiente di Chieti sul metanodotto Larino-Chieti.

“(L’assessore, ndc) Sostiene - si legge nel post - che la Sgi ha integrato le correzioni indicate dall'amministrazione teatina e poi che la linea del passaggio delle tubazioni riguarda appena 1,200 metri abbondanti il territorio del Comune di Chieti, in un'area agricola priva di insediamenti umani. Neanche lontanamente ponendosi il problema degli altri 100 e più km che interesseranno tutti gli altri comuni. Ancor meno ponendosi il problema più grande. Quello per il quale noi ci stiamo battendo per contrastare questa opera inutile agli abruzzesi: le conseguenze che il Larino-Chieti avrà per la realizzazione dello stoccaggio di San Martino sulla Marrucina”. 

E ancora: "L’assessore dà prova di totale assenza di visione politica di insieme, ragionando con la convinzione che Chieti viene appena sfiorato da questo metanodotto. Assolutamente ignorando che lo stoccaggio è a poco più di 10 km da Chieti. Ignorando l'incremento del rischio terremoti, come la letteratura scientifica certifica con gli esempi dell'Olanda e di altre aree del pianeta. Ignorando infine che un incidente (vedesi Stati Uniti), che sia un'esplosione o una fuga di gas sotterranea, non escluderebbe la città che rappresenta da guai che metterebbero a serio rischio la vita dei propri amministrati, i cittadini di Chieti. L'incapacità di andare oltre il proprio naso nella visione delle cose è a nostro avviso il più grosso difetto di un amministratore”. 

Di Primio respinge al mittente le critiche, parlando di “illazioni” e “volgari accuse, gravide di bugie”. 

“Le dichiarazioni rilasciate da Lanci – prosegue il sindaco - sono prive di fondamento, totalmente false, in quanto al Comune di Chieti, così come a tutte le altre municipalità interessate dal passaggio del gasdotto, il ristoro ambientale viene commisurato sulla scorta di un valore parametrico calcolato in base alla percorrenza dell’opera su ogni singolo territorio comunale. In base a tale calcolo, al Comune di Chieti, spetterebbero appena 20mila euro per un attraversamento di circa 1900 metri e non 600mila euro come slealmente dichiarato. Al Comune di Lanciano, ad esempio, il ristoro potrebbe aggirarsi intorno ai 100mila euro per i circa 12 km di attraversamento”.

“Smentisco, inoltre, categoricamente - aggiunge Di Primio - una proposta esclusiva a beneficio del Comune di Chieti da parte della società istante Sgi, così come supposte speculazioni a danno della comunità che chiamano in causa avventatamente l’architetto Marcello Michetti, funzionario della medesima società, che nulla hanno a che vedere con l’iter procedimentale di approvazione unica dell’infrastruttura che dovrà essere approvata in piena trasparenza dall’assise civica”.

“Diffondere falsità e allarmismi – conclude – anche su ipotetici cataclismi che potrebbero derivare dalla presenza di un gasdotto che ha già ricevuto nel luglio del 2016 la compatibilità ambientale da parte della Regione Abruzzo è da puri irresponsabili”.

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