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Bucchianico, M5S contro il metanodotto Larino-Chieti

Mozione del consigliere comunale Mantini per chiedere al consiglio di presentare le osservazioni di impatto ambientale al comitato Via. L'allerta è per l'impatto sul territorio, già gravato dalla presenza dei cavi di un elettrodotto e da alcune aree a rischio idrogeologico

Una mozione al sindaco di Bucchianico Gianluca De Leonardis, alla giunta e al consiglio comunale per chiedere di presentare al comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) osservazioni sul metanodotto Larino-Chieti, della società Gasdotti Italia. È il documento firmato dal consigliere comunale del Movimento 5 stelle Alfredo Mantini che da tempo, con l’attivista Daniela Torto, studia gli impatti che  l’opera potrebbe avere sull’ambiente e sulla salute de cittadini.

In particolare, il consigliere invita i colleghi dell’assise civica a valutare la possibilità di un percorso alternativo a quello presentato, “per evitare lo stravolgimento ambientale di un’area di grande valenza naturale, culturale e paesaggistica”. Il problema è che il metanodotto invaderebbe zone di pregio ambientale e sensibili dal punto di vista idrogeologico come la zona dei Calanchi, le Ripe dello Spagnolo, i fiumi Alento e Foro, la Cappellina di San Camillo alla Calcara.

“Nei documenti forniti – denunciano Mantini e Torto – mancano valutazioni su effetto domino ed effetto cumulo, come le potenziali esplosioni che potrebbero scaturire dalla presenza dei cavi dell’elettrodotto 220 kV già esistente”. Il metanodotto sorgerebbe accanto ad abitazioni “già svantaggiate dall’elettrodotto 220 kV, i cui cavi insistono a breve distanza dai tetti delle case in contrada Colle dei Gesuiti”.

Diversi danni avrebbero inoltre gli agricoltori, sottoposti ad espropri e rischi. “La nostra città – ricordano gli attivisti 5 stelle – è già stata esposta in passato ad almeno due incidenti, causati da rottura di metanodotto: una in località Frontino e una, nel febbraio 2005, in via Canale. Questa diede luogo ad un incendio causato dalla vicinanza della conduttura ai cavi dell’energia elettrica”.

Inoltre, stando ai dati raccolti dall’attivista Torto, il consumo di Metano in Abruzzo si è notevolmente ridotto negli ultimi 10 anni, dunque non ci sarebbe l'esigenza di questa opera: “Se nel 2005 si stima un consumo di circa 1936,7 milioni di metri cubi standard di metano, nel 2013 si registra un consumo di 1.301,1 milioni Sm., finché, valutando il picco dei consumi avvenuto nel 2009, la diminuzione risulta scendere del 40% ; nel 2014, infine, i consumi calano di un ulteriore 14-15%”.

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