Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca Santa Filomena

"Porterà danni all'ambiente e all'economia": le associazioni contro il Megalò 2

Chiedono con forza ai Comuni di Chieti e Cepagatti e alla Regione Abruzzo di fermare il progetto: "E' impossibile unire l’intervento sull’argine a un'ulteriore colata di cemento"

alluvione vicino a Megalò

“Regione e Comuni si fermino: il Megalò 2 è un progetto pericoloso  che avrà ipercussioni negative incalcolabili sull'ambiente e sull'economia”. E’ critico il commento dei rappresentanti di Confesercenti, CNA, Casartigiani, UPA e CIA, dei consorzi Chieti C'entro e Le vie del commercio, Legambiente e Wwf, dopo aver visionato il progetto di Megalò 2: struttura che prevede un'ulteriore cementificazione di migliaia di metri quadrati adiacenti all'attuale centro commerciale e proprio a ridosso del fiume. Le associazioni chiedono  con forza ai Comuni di Chieti e di Cepagatti – i territori sui quali dovrebbe essere edificata la nuova struttura - e alla Regione Abruzzo di fermare il progetto e comunque di operare con la massima trasparenza.

Secondo le stesse, è inconcepibile unire l’intervento sull’argine, “a suo tempo realizzato più corto e più basso rispetto alle indicazioni progettuali, a una ulteriore colata di cemento. E appare ancora più inconcepibile insistere su questa opera nonostante l'evacuazione del 2013 per rischio allagamento dell'area; nonostante tutti gli scandali finiti sulla stampa e sulle tv anche nazionali; nonostante ci si trovi su un'area - quella compresa tra Chieti e Pescara - tra le più cementificate d'Italia; nonostante il progetto sia in completa antitesi con quelle che dovrebbero essere le finalità di un P.R.U.S.S.T., nel quale si parla di ‘riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile’. 

Video: il punto della situazione sui vari Megalò

I COMMENTI - Per Marina De Marco e Dario Rosato (Confesercenti) il progetto diventerà "l'ennesimo inutile megacentro (9 locali di dimensioni tra i 200 ed i 2500 mq), avulso dalla città, e darà la definitiva mazzata all'economia cittadina; per questo chiediamo la massima chiarezza alle autorità per sapere dove stiamo andando e con quali finalità". Daniele Colantonio (Legambiente) afferma che "il progetto prevede un ulteriore allungamento dell'argine, che potrebbe posporre la tracimazione del fiume più a valle, con una potenza tale da riversarsi fino alla foce del fiume ed alla città di Pescara. Già l'esistente Megalò, ricordiamo, è una delle 10 costruzioni più pericolose d'Italia". 

“Riesce difficile da comprendere perché si insista caparbiamente con scelte che ormai anche i fatti, a cominciare dalla piccola alluvione del 2013, hanno dimostrato essere sbagliate – ricorda invece Nicoletta Di Francesco (Wwf Chieti-Pescara)  - Quello dei vari Megalò è in realtà un programma di squalificazione urbana nel quale di sostenibile non c’è proprio nulla”.
 

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