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Nella foto tratta dalla rivista VARIO n° 2/1988 il lago che si era formato nella zona di Megalò

Nella foto tratta dalla rivista VARIO n° 2/1988 il lago che si era formato nella zona di Megalò

Megalò 2 e 3: in arrivo la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque

Il Wwf Chieti punta l'indice contro la cementificazione di una cassa di espansione naturale del fiume: "Già la costruzione di Megalò 1 in quel sito fu frutto di una scelta assurda"

 Il Tribunale Superiore delle Acque sarebbe prossimo a pronunciarsi sui progetti Megalò 2 e Megalò 3. Lo ricorda il Wwf Chieti che, dopo la collocazione di Megalò in un recente dossier di Legambiente tra i dieci edifici più pericolosi d’Italia, riporta l’attenzione sulla questione e punta l’indice contro la cementificazione di una cassa di espansione naturale del fiume  Pescara.

“Un pericolo tuttora presente – sottolineano dall’associazione -  visto che gli insediamenti cosiddetti Megalò 2 e Megalò 3, ciascuno dei quali prevede la costruzione di cinque edifici, sono al centro di un procedimento giudiziario in attesa di definizione”. L’avvocato del Wwf, Francesco Paolo Febbo, si è costituito di fronte al Tribunale Superiore delle Acque contro i nuovi insediamenti, mentre il Comune di Chieti ha incaricato i propri legali di schierarsi a favore della ditta proponente uno dei due interventi.

“Megalò 1 – ricorda Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara – venne costruito in virtù di una legge regionale, rimasta in vigore pochi mesi perché in contrasto con la normativa italiana ed europea, che ha consentito l’approvazione del progetto senza la indispensabile valutazione ambientale. L’area nella quale sorge quel centro commerciale era invece una valvola di sfogo per il fiume e veniva periodicamente allagata. Con tutti gli spazi resi vuoti in questi anni dalla crisi riesce difficile spiegarsi perché si sia voluto a ogni costo costruire dov’era”.

Il Wwf aveva presentato un esposto alla magistratura per segnalare le possibili irregolarità. “Circa le questioni all’esame del Tribunale Superiore delle Acque - spiega l’avvocato Febbo - per Megalò 3 il contenzioso riguarda il provvedimento del Genio civile che ha ordinato alla ditta Akka S.r.l. il ripristino dello stato dei luoghi geomorfologicamente compromesso dai lavori realizzati nel sito. Contro quel provvedimento pende un ricorso al Tar che ha tuttavia sospeso il giudizio in attesa della pronuncia prodromica del Tribunale delle Acque, che ha comunque nei mesi scorsi respinto la sospensiva richiesta dagli avvocati della ditta.

Anche su Megalò 2 è stato proposto innanzi al Tribunale Superiore delle Acque, un ricorso da parte della ditta Sirecc S.r.l. contro il provvedimento del Genio civile che ha disposto l’immediata cessazione di lavori sul sito. Allo stesso modo, il Tribunale Superiore delle Acque non ha sospeso i provvedimenti impugnati, ed è prossimo a pronunciarsi sulla questione. Aspettiamo con fiducia”.

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