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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Una vita dedicata alla tradizione: il Cata premia l'orafo Nunziato Di Rienzo

La medaglia dorata verrà conferita il giorno 11 dicembre 2013 presso la sala multimediale del Rettorato nuovo dell'UdA di Chieti alle ore 17.30. Il premio si assegna ad anziani artefici di arti materiali ed immateriali legate alle tradizioni e residenti in Abruzzo

Il Cata (Centro di Antropologia Territoriale degli Abruzzi per il Turismo) assegna la seconda "Medaglia dorata per una vita dedicata alla tradizione" a Nunziato Di Rienzo, 77 anni orafo di Scanno.

Il premio si assegna ad anziani artefici di arti materiali ed immateriali legate alle tradizioni e residenti in Abruzzo. La prima medaglia è stata consegnata in marzo a Maria Concetta Egidio, di 108 anni, merlettaia a Pescara, la seconda verrà consegnata domani, mercoledì 11 dicembre, a Di Rienzo.

La cerimonia si terrà presso la sala multimediale del Rettorato nuovo dell’UdA di Chieti alle17.30.

Il premio si assegna ad anziani artefici di arti materiali ed immateriali legate alle tradizioni e residenti in Abruzzo. E' conferito grazie alla sponsorizzazione della Confederazione Nazionale Artigiani Regionale e Provinciale di Chieti. Nel laboratorio orafo di Italo Lupo a Pescara vengono prodotte artigianalmente le medaglie personalizzate che recano il logo del Centro di Antropologia Territoriale degli Abruzzi per il Turismo (CATA) dell'Università G.d'Annunzio.

NUNZIATO DI RIENZO- E'  cresciuto nel clima storico-culturale e artistico della bottega a fianco di suo padre Armando che gli trasmise la passione per l'artigianato orafo in filigrana, in lamina traforata, cesellata e incastonata. Nunziato Di Rienzo ha continuato a mantenere alto nel tempo il prestigio dell'eredità di sapienza ricevuta diffondendo in Italia e all’estero la conoscenza, la bellezza e il pregio degli antichi monili abruzzesi.

Negli anni 1960-61-64 e 70-84-90 le sue creazioni, (bracciali, orecchini, spille, anelli) ispirate ai modelli tradizionali, a ricami a tombolo di Scanno e al mondo della natura, sono stati esposte in varie mostre nazionali (Torino, Roma, Firenze, Teramo) guadagnandosi premi e benemerenze tra cui quelli della mostra mondiale di New York nel 1960, la medaglia d'oro alla rassegna orafa nazionale a terni nel 1984, il premio mondiale Ercole d’oro nel 1989 e nel 1993 la medaglia d’oro dalla Camera di commercio dell’Aquila.

Le opere di oreficeria sacra di Di Rienzo si possono ammirare nella chiesa di San Giuseppe a Roma (corone e lo scettro della Madonna e del Bambino); nella basilica di San Bernardino all’Aquila (tre aureole su disegno di Remo Brindisi); nella basilica di Sant’Eustachio di Altamura (teche del reliquiario del Santo); nella chiesa della Madonna del Carmine in Scanno (aureole della Madonna e del Cristo). A Tolve (Potenza) sono esposte le riproduzioni del mantello, cappello, stivali, bastone e reliquiario di San Rocco; i reliquiari a braccia per San Magno e San Vittorino in Bugnara (L’Aquila); i reliquiari a braccia in Rocca Casale e in Castel di Ieri (L’Aquila). Di Rienzo ha prodotto i medaglioni: per il terzo Ordine francescano in Scanno (L’Aquila), per la S.S. Trinità di Popoli (Pescara), per Santa Maria di Loreto in Sulmona (L’Aquila), per la S.S. Trinità in Sulmona (L’Aquila). Sono da menzionare, tra tante altre opere, le croci pettorali in argento e in oro con motivi floreali incisi, ispirata a modelli degli anni 40 della tradizione artigianale di famiglia. Nel 2010 il maestro ha avuto l’onore di realizzare gli spilloni con pietre preziose da appuntare sul Pallio Pontificio di Benedetto XVI in occasione della sua venuta a Sulmona per la celebrazione dell’Anno Giubilare Celestiniano.

 In occasione del terzo centenario della chiesetta S.S. Annunziata del lago in Scanno, il maestro Nunziato è stato ricevuto dal Papa Giovanni Paolo II per la benedizione delle corone per la Madonna e il Bambino che la famiglia Di Rienzo ha donato alla chiesa.

 Infine, nel 2011 il laboratorio orafo Di Rienzo vince il bando dell’Abruzzo per le medaglie celebrative dei 150 anni dell’Unità Nazionale. Attualmente i figli, Armando, Giuseppe e Eugenio, eredi della gloriosa tradizione, con orgoglio perpetuano con la loro attività un ponte tra passato,  presente e futuro.

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