Cronaca

Maxi frode Cardiochirurgia di Chieti: sequestrati beni per 600 mila euro

I finanzieri hanno eseguito il sequestro preventivo emesso dal tribunale di Chieti nell'ambito delle indagini sulle illecite procedure di approvvigionamento di materiali e dispositivi medici utilizzati all’interno dell’unità operativa dell'ospedale Ss. Annunziata

Sequestro preventivo per circa 600 mila euro nell’ambito dell’operazione denominata “A cuore aperto” sulle distorsioni nelle procedure di acquisto dei materiali e degli apparati medicali per le attività dell’unità di Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti.

I finanzieri del gruppo di Chieti e della compagnia di Teramo questa mattina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sequestro preventivo disposta del gip del tribunale teatino di disponibilità finanziarie e beni immobili, aggiungendo un ulteriore tassello alla complessa indagine riguardante reati di corruzione, falso e turbata libertà del procedimento nella scelta del contraente, connessi ad una maxi frode sulla spesa sanitaria per acquisti di dispositivi medicali effettuati dall’Asl di Chieti senza le previste gare di appalto.

Nel dettaglio, i militari hanno dato esecuzione al sequestro di quattro beni immobili (siti nelle province di Teramo e Sassari), conti correnti bancari e disponibilità finanziarie intestati ad un soggetto e ad una società allo stesso riconducibile, operante nel commercio di dispositivi medicali, per un valore totale di 559.790,00 euro.
 
Le indagini, durate oltre due anni, hanno permesso di rilevare gravi distorsioni nelle procedure di acquisto dei materiali e degli apparati medicali per le attività dell’unità di Cardiochirurgia dell’Ospedale di Chieti, frutto di un patto corruttivo consolidato nel tempo che consentiva ai soggetti coinvolti di trarne illeciti vantaggi a spese della collettività ed in danno del Sistema Sanitario Nazionale, che è finanziato, lo si ricorda, attraverso la contribuzione fiscale. 
 

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