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Cronaca Lanciano

Martiri Lancianesi, 30 rifugiati partecipano alla commemorazione

All'evento, che celebra i 23 giovanissimi patrioti che nel 1943 affrontarono il nemico tedesco, oggi hanno partecipato anche 30 rifugiati politici ospitati in provincia di Chieti

La tradizionale commemorazione dei Martiri Ottobrini, a Lanciano, si è tinta quest'anno di un ulteriore significato. L'evento, infatti, celebra il gruppo di 23 giovanissimi patrioti che il 5 e 6 ottobre 1943 affrontarono in città il nemico tedesco, e oggi alla cerimonia hanno partecipato anche 30 rifugiati politici ospitati in provincia di Chieti.

Va ricordato che la Rivolta Lancianese è valsa al Comune di Lanciano la medaglia d'oro al valor militare. I rifugiati, gestiti dalla cooperativa Matrix di Vasto, provengono soprattutto dal Ghana, dal Gambia e dalla Nigeria, e alloggiano attualmente tra Carunchio, Palmoli, Vasto e Torino di Sangro. 

Decisamente bello il gesto che questa delegazione ha voluto compiere nella giornata odierna. Ieri sera, invece, si è svolta l’undicesima edizione della fiaccolata “La Via della Memoria… per alimentare la Pace”, organizzata come di consueto dall’Associazione Culturale Frentana e realizzata in collaborazione con la sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il circolo ACLI di Lanciano.

Il corteo, dopo essersi ritrovato in piazza Plebiscito, si è poi snodato silenziosamente su corso Roma, fino a largo Santa Chiara, con sosta presso “l’albero” della memoria in onore di Trentino La Barba, per raggiungere infine piazza Martiri della Libertà, dove i partecipanti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria dei martiri frentani.

“L’impegno in ricordo dei giovani lancianesi morti in difesa della libertà - ha detto il Presidente dell’Associazione Culturale Frentana, Errico D’Amico - si è rinnovato anche quest’anno, con la collaborazione di altre realtà dell’associazionismo cittadino. La memoria si alimenta dell’anelito di pace vissuto dai nostri concittadini oltre settanta anni fa, un anelito che è purtroppo ancora attuale nei giorni nostri. Oggi, come allora, l’umanità è afflitta da tragedie e conflitti e il nostro compito è imparare dalla storia per riaccendere la speranza”.

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