Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Palena

Maristella: la deportazione "degli ultimi" si decide nelle ferie di agosto

Il Comitato di difesa civica per i diritti dei diversamente abili dell'istituto preoccupato per il possibile trasferimento dei pazienti a Palena: "Se ci fossero stati i vostri figli avreste permesso una localizzazione in una struttura cosi lontana e isolata?"

Torna la preoccupazione per i pazienti del Maristella di Chieti. Secondo quanto riferisce il Comitato di difesa civica per i diritti dei pazienti diversamente abili dell'istituto stavolta si rischia concretamente il trasferimento a Palena. “Il tutto deciso, ancora una volta, nella più assoluta indifferenza e nel silenzio più assordante, durante le ferie d’agosto” commenta Giuseppe Spadavecchia del Comitato Maristella, un gruppo di oltre trecento anime nato per dar voce ai pazienti dell’istituto. Questi ultimi dal 1996 si trovano nelle strutture di Villa Pini in via dei Frentani.

“Tutti sapevano allora che tale istituto, con disabili ex art. 26, non poteva essere dislocato in un ambito né psichiatrico né ospedaliero – rimarca Spadavecchia - nonostante questo, per diciassette anni la struttura è rimasta lì e le ispezioni, susseguitesi nel tempo, da parte della Asl di Chieti non hanno rilevato criticità o inappropriatezze. Ma quanti hanno coscienza di cosa abbiano sofferto questi pazienti, di quali danni psichici, fisici e biologici abbiano subito?”.

UNA NUOVA DEPORTAZIONE - Ora che si è davanti a una nuova possibile deportazione, il Comitato ci va giù pesante. “Vogliamo spiegare a tutti i politici, di destra, di sinistra, di centro e che purtroppo, da quanto quotidianamente verifichiamo, non sono troppo attenti e consapevoli di quello che noi chiediamo, e in primis, al presidente Chiodi e al sub commissario Zuccatelli, che non stiamo pretendendo un centro di riabilitazione estensiva per i pazienti ex art. 26, ma stiamo solo chiedendo, come il più elementare rispetto dei diritti pretende, di evitare l’isolamento dei disabili in strutture che non possono, per la loro dislocazione sul territorio, essere considerate adatte solo perché la struttura muraria è valida e rispetta certi criteri”.

Infatti, nonostante le certificazioni Asl, per le famiglie dei disabili Palena non è proprio un centro adatto a garantire un pronto intervento a pazienti che soffrono di patologie gravi: epilessie, episodi di soffocamento alimentare, cardiopatie gravi, episodi di ingestioni di sostanze tossiche e traumi cranici, per citarne qualcuno. Episodi che richiedono necessariamente la vicinanza di strutture ospedaliere.

"CHIODI E ZUCCATELLI,MANDERESTE I VOSTRI FIGLI COSI LONTANO?" - “Regione e Asl di Chieti hanno di fatto autorizzato, con grande arroganza, agendo solo nelle stanze del potere, senza coinvolgere uno solo tra quelli che vivono questa realtà sulla propria pelle (parenti, tutori, associazione e anche il nostro Comitato), un trasferimento che potrebbe presentare profili di evidente illegittimità sul piano legislativo oltre che sul piano morale. I decreti che determinerebbero questa scelta – spiega ancora Spadavecchia - non sono stati pubblicati  e quindi non è stata concessa agli interessati la possibilità di difesa. Gentilissimo Presidente Chiodi, Egregio sub commissario Zuccatelli, se ci fossero stati i Vostri figli in questo istituto, avreste permesso una localizzazione in una struttura cosi lontana ed isolata?. Nell'ambito della programmazione, la priorità appartiene al paziente o alla disponibilità di strutture materiali?La “spending review” serve ad eliminare sprechi, o diritti per i più deboli ?”.

Domande, di fronte alle quali ora il Comitato pretende fatti,  nell'interesse degli “ultimi” però.

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