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Negri Sud: niente ammortizzatori sociali e ora è a rischio anche il Tfr

Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil hanno chiesto un incontro alla Regione per tutelare i diritti dei 100 lavoratori che non prendono lo stipendio da 20 mesi. E puntano il dito contro le istituzioni che, dicono, "hanno sempre parlato di rilancio"

Sono senza stipendio da 20 mesi, quasi due anni, e ora, per i 100 lavoratori del centro ricerche Mario Negri Sud, è a rischio anche il Tfr. A pochi giorni dalla scure della chiusura, caduta all’improvviso venerdì sulla fondazione di Santa Maria Imbaro dopo 27 anni oggi (martedì 18 marzo) i sindacati Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil hanno annunciato in una conferenza stampa di aver chiesto un incontro alla Regione.

L’obiettivo è capire “come si può rispondere al rischio di liquidazione della Fondazione. Continueremo a vigilare – hanno assicurato i sindacalisti – sulla tutela dei lavoratori e dei loro fondamentali diritti, visto che non hanno neppure la copertura degli ammortizzatori sociali”. Considerato che gli stipendi mancano da 20 mesi, i sindacati chiedono anche chiarezza sul Tfr: “Sono somme – dicono – necessarie per la loro sopravvivenza”.

L’incontro con i giornalisti è stato anche l’occasione per ripercorrere gli ultimi anni del Mario Negri Sud. “Abbiamo sempre avuto – dicono i sindacati – dubbi sulla legittimità che il centro ricerche si traformasse da Consorzio a Fondazione, che poteva nascere solo se si azzeravano i debiti”. E puntano il dito contro gli amministratori che “ci hanno nascosto i debiti e hanno avuto scarsa chiarezza. Lo stato di passività finanziaria è emersa dopo, attraverso la conoscenza dei documenti”. Le istituzioni, invece, avevano sempre parlato di rilancio.

Le nubi sul Negri sud, però, si erano già manifestate da tempo. Tanto che nei mesi scorsi, il 29 ottobre e il 25 novembre, Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil avevano presentato due esposti che avevano determinato l’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Lanciano. Per i sindacati, gli esposti sono finalizzati soprattutto a verificare che “non ci sia stato un tentativo di frode per scaricare i debiti”. 

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