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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Mario D'Alessandro: "La statua di Chiarini poteva essere esposta alla mostra di Trieste Del Grosso"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Eureka, dopo tempo immemore e tante proteste dei cittadini indignati per un pezzo di memoria storica cittadina che rischiava di perdersi, l'amministrazione comunale di Chieti ha deciso di riesporre in pubblico il busto dell'esploratore teatino Giovanni Chiarini, che era finito "buttato" in un magazzino del Museo Nazionale sopra un armadio a seguito dell'utilizzo del basamento della pedana su cui si trovava il busto come palco per degli spettacoli musicali. Ma, finalmente, nei giorni scorsi, è arrivato l'annuncio da parte delle autorità comunali che la statua verrà ricollocata alla Villa Comunale presumibilmente lungo Viale IV Novembre. Questa è sicuramente una bella notizia, anche se crediamo più giusto che alla statua venga ridata una collocazione in Piazza Mazzini dove venne posta nel 1936 quando, per festeggiare la nascita dell' "Impero Italiano", il busto in bronzo del giovane esploratore teatino morto nel Corno d'Africa venne realizzato dal giovane scultore Trieste Del Grosso, patriota, capitano d'artiglieria dell'esercito italiano in Grecia e poi partigiano della Banda "Palombaro", ucciso il 3 dicembre 1943 durante una retata con una irruzione in una villa nei pressi del Sacro Cuore, che all'epoca era fuori città, dove venne sorpreso insieme ad altre 11 persone.

Tra l'altro, presso la Fondazione Carichieti di Palazzo de' Mayo in Corso Marrucino in questi giorni è stata organizzata una mostra curata dall'Archivio di Stato di Chieti, intitolata "1938 - 1948 Dalle leggi razziali alla Costituzione Repubblicana" a cui è abbinata l'esposizione inedita di quattro opere artistiche di Trieste Del Grosso, realizzate nel 1936, ma tra esse non c'è, purtroppo, la sua opera più nota, il busto bronzeo di Giovanni Chiarini.

A tal proposito, abbiamo raccolto il commento dello scrittore e storico della città Mario D'Alessandro:" Apprendo con estremo piacere la notizia che il busto di Chiarini tornerà ad essere esposto in pubblico, perché rappresenta un pezzo di memoria storica della nostra città che non deve essere assolutamente persa. Però la mostra di Trieste Del Grosso in Palazzo de' Mayo sarebbe stata l'occasione giusta per riesporre in pubblico per la prima volta il busto del Chiarini, non solo per omaggiare al meglio la memoria del giovane esploratore teatino che sembrava dimenticata, ma anche per valorizzare l'arte di Trieste Del Grosso, personalità teatina del XX secolo che meriterebbe maggiori riconoscimenti. L'esposizione della statua di Chiarini avrebbe senz'altro reso più completa e preziosa la mostra presso la Fondazione Carichieti. Peccato che questo non è avvenuto, è sicuramente un'occasione persa".

TRATTO DA WWW.CENSORINOTEATINO.BLOGSPOT.IT

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