Carabiniere ucciso a Roma, Nardella (Uil Pa): "Come si può perdere la vita così facilmente?"

Il vice segretario generale della Uil Pa Polizia Penitenziaria e componente della segreteria confederale Abruzzo: "La misura è colma". Nella notte il vice brigadiere Mario Cerciello Rega è morto mentre era in servizio. Aveva 35 anni

"L'uccisione stanotte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega mi fa capire, purtroppo, che se risulta così facile oggi uccidere un appartenente alle forze dell'ordine evidentemente ci ritroviamo di fronte ad un autentico decadimento. La misura è colma. Chi si erge a difesa del diritto a far vivere in sicurezza i consociati di questa splendida Nazione qual'è l'Italia non può più vivere col pensiero che si possa così facilmente e maledettamente perdere la vita". A dichiararlo è Mauro Nardella, vice segretario generale della Uil Pa Polizia Penitenziaria e componente della segreteria confederale Abruzzo commentando la tragedia cosumatasi la scorsa notte a Roma, nel quartiere Prati, dove un carabiniere di 35 anni originario di Somma Vesuviana è deceduto in servizio dopo essere stato accoltellato mentre tentava di assicurare alla giustizia un delinquente. 

"Lo ricorderemo l'8 novembre in occasione della commemorazione nazionale delle vittime del dovere" assicura il vice segretario Uil Pa, rammentando anche i nomi di altri due colleghi uccisi barbaramente mentre erano in servizio: il maresciallo dei carabinieri di San Severo Vincenzo Di Gennaro, e il carabiniere di Sulmona Emanuele Anzini. "Speravo - aggiunge- che questi ultimi decessi potessero rappresentare solo degli incidenti di percorso in una società come quella attuale che, sbagliando, pensavo vivesse un progresso in termini di convivenza civile. Penso alle famiglie e agli amici di questi angeli e posso solo immaginare il dolore che si può provare nel non poter contare più sul sorriso di questa 4 splendide persone.

Ai loro famigliari e a tutta l'Arma dei carabinieri giungano, convinto di poterlo fare anche a nome dei miei tanti colleghi di polizia penitenziaria, le mie più sentite condoglianze. Sarà mia cura e quella di Emanuela Piantadosi, presidente dell'associazione nazionale vittime del Dovere, unitamente al presidente dell'International Police Association di Sulmona Giuseppe Ninu e al Tenente dell'Arma dei Carabinieri Donato Agostinelli ai quali, nell'ambito dell'organizzazione dell'ottavo seminario nazionale di criminologia, è stata affidata l'organizzazione della commemorazione nazionale delle vittime del dovere ( che si terrà l'8 Novembre dinanzi il carcere di massima sicurezza di Sulmona), ricordarli affinché le loro vite spezzate non ricascano nel triste vortice dell'oblio ma dalle quali vorremmo si possa costruire un mondo migliore".

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