Cronaca

I cervelli che rientrano: la storia di Mariangela, tornata a Perano per rendere le case più belle

27 anni, dopo gli studi a Bologna e Milano, la giovane home stager ha scelto l'Abruzzo per far conoscere una professione nuova, ma fondamentale per privati e agenzie immobiliari

Mariangela Carpineto

Nell’epoca dei rumorosi allarmi contro i “cervelli in fuga”, l’Abruzzo inizia a registrare una tendenza inversa: giovani professionisti che, dopo anni di formazione e gavetta fuori regione, decidono di rientrare nella regione di origine per mettere la loro professionalità al servizio dei conterranei. 

Come Mariangela Carpineto, 27 anni, originaria di Perano, località da poco più di 1.600 anime nella remota provincia chietina. Qui, dopo gli studi, Mariangela è tornata per lavorare: è una “consulente di immagine per la casa”, più propriamente si occupa di “home staging”

Un termine sconosciuto ai più, ma che si concretizza in creatività, passione ed estro. Ogni giorno, la giovane abruzzese si occupa di “rendere più belle” le case ferme da tempo sul mercato immobiliare. Nessun intervento strutturale, ma l’adeguamento di piccoli dettagli: luci, colori, quadri, tappezzeria, soprammobili. Dopodiché, una volta che l’immobile è diventato appetibile alla vista, organizza un servizio fotografico professionale, efficace per lanciare al meglio l’annuncio di vendita nel marasma del web. E il resto è lasciato all’occhio dell’acquirente. “Con rimedi poco costosi - racconta - stile e buon gusto, ridono visibilità agli immobili, risaltandone i punti di forza, così da aumentare il numero dei potenziali compratori”. 

All’home staging, ramo del marketing immobiliare, Mariangela Carpineto si è avvicinata durante gli studi per diventare interior designer e ne è rimasta ammaliata. Così, si è messa a caccia di corsi più professionalizzanti: “Ho conosciuto la home stager e docente bolognese Fosca De Luca - ricorda - con cui ho frequentato un corso di formazione a Bologna e uno a Milano, che mi hanno dato la marcia giusta per intraprendere questa attività”. Ma la formazione non si esaurisce mai: grazie all’associazione nazionale Home staging lovers, di cui Mariangela fa parte, frequenta corsi e workshop frequentissimi. “È? fondamentale aggiornarsi per conoscere il mercato immobiliare e le sue complessità”, spiega. 

Oltre alla possibilità di dar sfogo al proprio estro creativo, c’è un aspetto particolare che la appassiona del mestiere che si è scelta: “Il mettersi in gioco continuamente, perché ogni immobile ha caratteristiche a sé, positive e negative”. E ogni volta la sfida si fa diversa e più appassionante: “Sta a me far risultare quattro semplici mura in una casa accogliente e vivibile, per far sì che il possibile compratore se ne innamori e si senta a casa”. E, ovviamente, che decida di firmare proprio per quelle quattro mura. La giornata tipo della giovane home stager peranese non è mai ripetitiva. Si sposta in base alle esigenze dei clienti, che possono essere non soltanto privati, ma anche agenzie immobiliari. Parla con i proprietari, valuta lo stato degli immobili e poi inizia a creare.
Può essere costoso avvalersi di questa nuova figura professionale? “No, se si pensa a cosa comporta tenere un immobile sul mercato”, risponde la professionista. “Prendendo ad esempio un immobile fermo già da un anno, questo comporta diverse spese per il proprietario che se ne vuole liberare tra condominio, tassa rifiuti e altro. Ma l’home staging dona vivibilità con rimedi poco costosi e accelera i processi di vendita”. Ovviamente, i costi cambiano a seconda dello stato della casa. 

La sfida si fa ogni giorno diversa, ma ce n’è una che è rimasta nel cuore di Mariangela: “Il mio primo lavoro, una vecchia casa universitaria al piano terra, molto buia. I proprietari - ricorda - volevano liberarsene ma era davvero messa male e sapevano che in quelle condizioni non avrebbe attirato molti possibili compratori. Così sono intervenuta io, con uno studio preciso del target di riferimento ho donato una sensazione piacevole di vivibilità, l'agenzia è riuscita a lavorare benissimo e fare molte visite nell’appartamento”. In meno di due mesi, la casa è stata venduta. 

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