Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Maria Rita D'Orsogna: torna Ombrina e il "centro oli a mare"

La ditta inglese Mediterranean Oil and Gas ha annunciato ai propri investitori di essere pronta a sviluppare il progetto di trivellazione e installazione di una piattaforma petrolifera a soli cinque chilomteri dal mare

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

 La ditta inglese Mediterranean Oil and Gas ha annunciato ai
 propri investitori di essere pronta a sviluppare la concessione Ombrina
 Mare lungo la costa teatina.

 Il progetto prevede la trivellazione di un pozzo e l'installazione di
 una piattaforma petrolifera permanente a soli 5
 chilometri da riva e di una nave desolforatore FPSO a 9
 chilometri dalla costa.

 La FPSO servirà per una prima raffinazione del greggio e sara'
 completa di fiamma perenne
 per smaltire gli eccessi di idrogeno solforato.  Emettera'
 circa 200 tonnellate di rifiuti da combustione al
 giorno e sara' illuminata 24 ore su 24, come descritto nei progetti della
 MOG.

 La località scelta' dalla MOG per questo "centro oli a mare"
 è fra San Vito Marina ed Ortona, fra due riserve costiere, e
 comprende una zona di ripopolamento ittico finanziato dalla UE.

 L'amministratore delegato della Mediterranean Oil and Gas,
 Bill Higgs, dichiara agli investitori che la MOG è
 attivamente impegnata con i ministeri romani per accelerare la
 ratificazione dei permessi.

 Higgs afferma che il "Decreto Sviluppo" varato il 3 Agosto
 2012 soprassiede la precedente bocciatura imposta nel 2010
 durante la precedente amministrazione e sotto il Ministro dell'Ambiente
 Stefania Prestigiacomo.

 In realtà, nel 2010 Ombrina Mare fu bocciata
 per incompatibilità ambientale, a causa della presenza di due siti
 naturalistici di interesse comunitario, di stringenti
 vincoli paesaggistici.

 La bocciatura fu anche dovuta all'enorme mole di osservazioni
 di contrarietà inviate da cittadini, associazioni, sindaci e dalla
 provincia di Chieti nello spirito del trattato di Aarhus
 ratificato anche dall'Italia e secondo il quale la volontà popolare
 e' vincolante. Il decreto Prestigiacomo fu uno, ma non il solo o il
 principale motivo di rigetto di Ombrina Mare.

 Chiediamo pertanto alle autorità interessate - sindaci costieri,
 il presidente Enrico di Giuseppantonio, il governatore Gianni Chiodi, i
 senatori Fabrizio di Stefano e Giovanni Legnini, i
 deputati della regione di far valere i diritti dei cittadini
 d'Abruzzo presso le autorità centrali, nel
 rispetto della democrazia e della volontà popolare.

 Tutta la regione è contro la petrolizzazione ed
 esigiamo che la nostra volontà venga rispettata.

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