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In 400 da Casoli a Sulmona per la 18esima marcia della libertà

La manifestazione è nata nel 2001 con l’inaugurazione dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi e la presenza di centinaia di ex prigionieri alleati che intendevano ripercorrere, fisicamente o anche solo mentalmente, quel sentiero che li aveva condotti alla libertà

Si è conclusa domenica 29 aprile la 18esima edizione della Marcia Internazionale “Il Sentiero della Libertà /Freedom Trail”, con la partecipazione di oltre 400 marciatori, partiti da Casoli tre giorni prima. Una manifestazione nata il 17 maggio 2001 con l’inaugurazione dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi e la presenza di centinaia di ex prigionieri alleati che intendevano ripercorrere, fisicamente o anche solo mentalmente, quel sentiero che li aveva condotti alla libertà. 

Da allora, le edizioni del Sentiero della Libertà sono state accolte con particolare attenzione da numerose persone che ne apprezzano le motivazioni e la filosofia di vita, come memoria d’un passato da non dimenticare e un impegno per l’oggi e il domani nella realizzazione di valori fondamentali come l’affermazione della dignità umana, la solidarietà, la pace. 

Metaforicamente la libertà può paragonarsi ad un sentiero. Quel sentiero di montagna, che nel 1943-1944, attraversava la linea Gustav, muro di separazione tra il Nord e il Sud d’Italia. Era il sentiero che da Sulmona giungeva a Casoli, valicando la Maiella, percorso da migliaia di prigionieri alleati in fuga dai campi di concentramento e di giovani italiani che si dirigevano verso il Sud per combattere a fianco dell’esercito alleato.

Un sentiero calcato con ansia e con fatica dai numerosi fuggiaschi che ne hanno raccontato la personale esperienza. Da Libertà sulla Maiella di Uys Krige a Non aver paura di John Furman; da Spaghetti e filo spinato di John E. Fox a Fuga da Sulmona di Donald Jones; da La guerra in casa 1943-1944. La resistenza umanitaria dall’Abruzzo al Vaticano di William Simpson a Linea di fuga di Sam Derry; da Oltre i muri di Jack Goody a Un pranzo di erbe di John Verney e tante altre testimonianze veritiere e avvincenti. 

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