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Si è spento l'economista De Cecco, quando al Marrucino ripose fiducia nei giovani

L'economista originario di Lanciano si è spento a 77 anni nella sua abitazione di Roma

Si è spento nella notte a Roma Marcello De Cecco, economista originario di Lanciano. Aveva 77 anni.

Laureato in giurisprudenza all'università di Parma e in economia a Cambridge in Inghilterra, De Cecco è stato docente alla Scuola Normale di Pisa e alla Luiss di Roma. Economista fuori dagli schemi, saggista, editorialista del quotidiano Repubblica, ha collaborato anche con la Banca d’Italia, l'Ufficio studi del Fondo monetario internazionale, la Banca nazionale del Lavoro.

A Chieti nel 2013 ricevette all’università d’Annunzio l’Ordine della Minerva assieme a Ettore Spalletti.

Precisamente un anno fa, a marzo del 2015, De Cecco partecipò al teatro Marrucino a un dibattito sulla crisi finanziaria con Pier Luigi Ciocca. Anche in quell’occasione riuscì a tenere alta l’attenzione con quella sua capacità di affrontare gli argomenti complessi e spinosi con un linguaggio semplice, da vero abruzzese. “Occorre risparmiare su cose inutili su quelle spese folli che si fanno in piccola misura ciascuno, ma che contribuiscono moltissimo a rendere le cose più difficili di quello che dovrebbero essere” disse a Chieti rispondendo alle domande della giornalista e moderatrice Antonella Rampino. La sua sensazione era che fino ad oggi ‘quelle cose’ fossero state in mano a persone che non ne erano all’altezza. “Ci vuole qualcuno che lo sappia fare – aggiunse - Occorre che venga fuori una classe di imprenditori giovani, che ci sia un ricambio come c’è stato in Germania e in tanti altri posti e che i nuovi siano in grado di approfittare della rivoluzione tecnologica che noi abbiamo mancato completamente”. Concetti importanti che non lo distoglievano però dai problemi pratici: "Sono arrivato a Chieti percorrendo una Statale costellata di buche" esordì sempre in quell'occasione.

IL RICORDO DI LANCIANO -  De Cecco infatti arrivava da Lanciano, dove era nato nel 1939. Il ricordo del sindaco Mario Pupillo: “Marcello De Cecco era innanzitutto un  lancianese: dovunque e con chiunque si trovasse, parlava di Lanciano con l'accento lancianese del suo inglese altrimenti perfetto. Ricordo con grande affetto l'ultima volta che l'ho incontrato nella sua casa di campagna in contada Bardella, a San Vito. Come al solito, quel giorno è riuscito nell'impresa di coniugare nella stessa persona la finezza dell'intellettuale e studioso delle dinamiche economiche mondiali con la curiosità per le vicende quotidiane e popolari della sua amata Lanciano. L'amministrazione comunale saprà rendere concreto e tangibile il ricordo di un grande Lancianese che ha dato lustro e prestigio internazionale alla nostra città”. 
 

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