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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Chieti Scalo

LETTORI La cultura (e la dignità) negate alle periferie

Il signor Emidio Del Biondo ci invia alcune riflessioni sulle differenti manifestazioni che si organizzano nel centro di Chieti e allo Scalo. Cita, in ordine di tempo, il Chocofestival e si chiede se non fosse stato opportuno prevedere qualche stand anche nelle vie della parte bassa

Il signor Emidio Del Biondo ci invia alcune riflessioni sulla differenza di manifestazioni organizzate a Chieti alta e allo Scalo. Cita, in ordine di tempo, il Chocofestival e si chiede se non fosse stato opportuno prevedere qualche stand anche nelle vie della parte bassa della città.

Ecco cosa scrive:

"Io non chiedo "assurdi scambi di manifestazioni" ma prendo atto della realtà. Ho scritto, anche un po’ provocatoriamente, che non sarebbe caduto il mondo se qualche giocoliere di Chietinstrada o qualche stand del Chocofestival fossero stati portati allo scalo; o  se qualche concerto di musica sacra fosse stato fatto in una chiesa dello scalo. Sono forse sconsacrate le nostre chiese, o ci passeggiano i topi…?".

Rivolgendosi al responsabile del sito Chietiscalo.it, aggiunge:  "E’ chiaro che gli Eventi scalini alla cui realizzazione hai partecipato sono i benvenuti. Ma appunto ti chiedo: quante volte hai assistito a eventi culturali di rilievo allo scalo, a parte quello recente di pittura organizzato da te e da questo benemerito sito? (Qualcuno ti propone di candidarti a  sindaco e io ti voterei ad occhi chiusi). Ti chiedo: dove è scritto che allo scalo ci si debba accontentare, con tutto il rispetto, di Nduccio e Gigione? E' questa la cultura? Allo scalo su 30.000 abitanti ci sono decine di negozi, bar e ristoranti, ma c'è 1 (una) sola libreria e 1 (una) sola galleria d'arte. Il mio è un discorso generale e una triste presa d’atto, ovviamente non si può costringere la gente ad aprire librerie e spazi culturali invece dei Fastfood. E’  una denuncia che vado portando avanti da trenta anni, sulla cultura (e quindi la dignità) negate, attenzione, all(e) periferi(e), tutte, lo farei anche su Pescara o Teramo se avessi tempo e possibilità. “ Avete l’ospedale” dicono, o quello che rimane aggiungo io, (basta con questa storia, pietà!). Ma che c’entra con la cultura? “Avete la D’Annunzio”, dicono,  ma a cosa serve  avere una università totalmente avulsa dal territorio della città (alta e bassa), che organizza qualche convegno di medicina al Grand Hotel di Montesilvano o di Francavilla e poco altro,  che perde costantemente iscritti e ha la Finanza negli uffici? Vedi, non mi interessa tanto chi organizza (o non organizza) manifestazioni, o se ci sono o no i soldi per farlo, o quanti soldi, non sono un ragioniere.

Tu dici che la città è unica, forse faresti meglio a dire “dovrebbe“ essere unica. Ma allora, anche tenendo conto della gran massa di universitari che abitano allo scalo, non sarebbe opportuno diluire le (poche) manifestazioni, ribadisco da chiunque organizzate, anche qui? Ciò che voglio rimarcare, e lamentare, questo è il punto, e che ripeto da decenni facendone quasi una “questione morale”,  è la pretesa molto chietina e abruzzese che il Centro storico debba essere depositario e contenitore di cultura, e le periferie solo di pizzerie e supermarkets. Questo è un concetto obsoleto e risibile. In altre città, nelle periferie, sì, dove prima c’erano fabbriche, hanno messo su facoltà universitarie, e funzionano. Certo, mi rendo conto che il comune di Chieti ha, come sempre le casse vuote, ( salvo poi spendere complessivamente 600.000 Euro e passa per lo stadio, lasciando in abbandono le scuole, come la Vicentini e le Nolli.)

So che alcuni Enti benemeriti ricevono fondi col contagocce. Ma almeno, ripeto, quelle poche iniziative  culturali che si fanno, spalmiamole sul territorio. Invece leggo  oggi sui giornali che, ultimo  esempio, “Theate Musica Antiqua” organizzerà concerti in varie chiese, tutte a Chieti alta, sull’esempio di “Musica e…” Come volevasi dimostrare. Vedi, ottenere dignità non è solo e non è tanto strappare dall’assessore qualche quintale di asfalto per coprire le buche in questa o quella strada (ma neanche questo, spesso, si riesce ad avere)".

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