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piazza Vico

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Simone, sabato manifestazione di solidarietà in piazza Vico

Sabato 7 marzo alle ore 18 gli amici di Simone Daita, il giornalista in fin di vita dopo un pugno in piazza, organizzano una manifestazione: "Simone è una persona assolutamente non violenta e soprattutto indifesa"

Gli amici di Simone Daita, il giornalista ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Pescara dopo un'aggressione sabato scorso in piazza Vico, organizzano una manifestazione di solidarietà sabato 7 febbraio alle 18, proprio in piazza Vico. L’intento è dare un segnale forte contro le frequenti aggressioni che si stanno verificando in città.

La manifestazione sarà rigorosamente senza bandiere e senza simboli.

“Simone - scrivono gli amici in una nota- è una persona assolutamente non violenta e soprattutto è una persona indifesa che le traversie della vita hanno reso ancor più vulnerabile- fanno sapere  in una nota -  ma Simone in questi ultimi tempi, oltre alla famiglia che lo ha sempre sostenuto e difeso, è riuscito a riallacciare una serie di rapporti con molte persone nella nostra città. Persone che apertamente si sono ricredute sul suo conto riuscendo ad apprezzare la sua estrema sincerità, la mitezza, la voglia di ritagliarsi uno spazio vitale, di ricrearsi una rete di relazioni seppur in un ambiente, quale quello della nostra città, dove il pregiudizio, l’ipocrisia ed il bigottismo sono ancora molto radicati. Non può succedere che una persona come Simone venga brutalmente pestata in pieno centro cittadino fra l’indifferenza dei tanti e che poi  venga infangata con ricostruzioni dell’accaduto palesemente fasulli. Non lo accettiamo”.

Daita da una settimana è in coma in seguito a un trauma facciale e a varie lesioni. Se se la caverà, come ci auguriamo, rischia danni permanenti. Proprio oggi era previsto un secondo intervento chirurgico. Per il pestaggio di sabato scorso è indagato un 23enne del posto.

Nei giorni scorsi il pm ha chiesto una super perizia per chiarire quello che è successo sabato sera in pieno centro e se il pugno sferrato a Daita sia compatibile con le lesioni gravissime riportate dall’uomo.

Parole dure contro chi era in piazza una settimana fa. “Il  gruppo che si è reso artefice di questo vile e spietato massacro – sostengono gli organizzatori dell'iniziativa di domani  - è ben noto in città poiché da anni, ormai, si esibisce in pestaggi vari e negli ultimi mesi, a Chieti, è diventato pericoloso uscire di sera specie se si è da soli: basta una parola sbagliata, uno sguardo equivocato, un gesto fuori misura e ti ritrovi massacrato di botte da questi gruppuscoli che apertamente si richiamano al fascismo ed al nazismo. Il tutto con la completa indifferenza di chi dovrebbe vigilare, indagare, intervenire e pertanto ugualmente complici”.

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