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Atessa contro gli impianti di rifiuti: sabato la manifestazione con l'appoggio di Comuni e associazioni

L'appuntamento per la manifestazione è sabato mattina, alle ore 10, in contrada Saletti, davanti alla “Locanda della luna”, in via Lecce. L'arrivo del corteo è previsto in piazza Abruzzo (davanti all'Arcobaleno)

Sono una quarantina i Comuni e le associazioni che hanno già aderito a #SalviamolaValdiSangro, la manifetazione contro gli impianti di rifiuti pericolosi Ciaf e Di Nizio, in programma sabato, ad Atessa. Un'iniziativa, quella per dire no all'impianto, guidata dal sindaco Giulio Borrelli, che stamanni ha incontrato la stampa per spiegare le regioni della protesta: 

Questa è la battaglia di un territorio, senza colore politico: è la battaglia di una comunità, dei cittadini che non vogliono che questo tipo di impianti, fortemente impattanti e a rischio per la salute, siano attivi in quest'area. Innanzitutto perché non sono compatibili con lo sviluppo che abbiamo avuto e che abbiamo tuttora in quella zona, che abbraccia l'attività metalmeccanica, la tecnologia avanzata dell'automotive, l'artigianato e il commercio che si combinano, a loro volta, con l'agricoltura eil turismo. Inoltre, bisogna tener conto di tutte le abitazioni che ci sono attorno.

All'incontro erano presenti, in rappresentanza degli oltre 40 Comuni che hanno aderito alla manifestazione, il vice sindaco di Lanciano, Giacinto Verna; il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli; quello di Perano, Gianni Bellisario, anche presidente regionale dell'associazione nazionale dei Piccoli Comuni (Anpci) e il sindaco di Tornareccio, Remo Fioriti. Per le decine di associazioni che hanno  aderito c'erano invece Rebecca Virtù, presidente Legambiente Atessa, e Giuseppe Masilli, del Cai. Hanno dato la loro adesione anche Cgil, Cisl e Uil, Forza Italia, Mau (Movimento Atessa Unita), Movimento 5 Stelle, Pd e Udc.  

Mentre è ancora in corso la procedura di Via regionale per l'apertura di un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti ospedalieri infettivi in località Saletti di Atessa, da parte della Di Nizio Eugenio srl di Mafalda, si prospetta la riapertura della Ciaf a Piazzano di Atessa da parte della società Ecoeridania Spa di Genova, con la possibilità di avviare un’attività di smaltimento di fanghi industriali, provenienti da aziende chimiche.

Il sito della Ciaf, già esistente, è allo stato di abbandono da anni, da quando l’azienda, nel 2006, fu coinvolta nell’indagine Mare Chiaro e finì al centro di vicende giudiziarie per inquinamento e smaltimento illegale di rifiuti, che portarono anche a numerosi arresti. Ora si vorrebbe riattivare le strutture, con lo smaltimento di 210mila tonnellate di rifiuti annui, di cui 50mila di fanghi industriali. Di Nizio vuole invece dotarsi di un impianto per ri?uti sanitari a rischio infettivo, con potenzialità di trattamento di 20mila tonnellate all'anno, al quale sarà associato un deposito di ri?uti, pericolosi e non, provenienti da terzi (aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata, ecc…). Ma l'Abruzzo produce solo 4mila tonnellate di rifiuti sanitari, una quantità decisamente inferiore alle potenzialità dell'impianto. Ciò che accadrebbe è facilmente deducibile, come spiega Borrelli: 

I rifiuti arriverebbero da tutta Italia e questa non può e non deve diventare la valle dei rifiuti. Tanto più il territorio è la cerniera tra la Costa dei Trabocchi e la montagna e,a livello turistico riveste un ruolo fondamentale. Inoltre, vicino ci sono siti di interesse comunitario, come il bosco di Mozzagrogna, e riserve regionali come l'oasi di Serranella.

Ma questi impianti porterebbero anche un peggioramento notevole della qualità dell'aria, in un equilibrio già delicato:

Stando ai dati dell'Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) nella zona in questione, nel 2017 è avvenuto per 11 volte il superamento dei limiti delle polveri sottili; nel 2018 già 6 volte. In un anno, stando alle direttive europee in materia e il Piano regionale della qualità dell'aria, i limiti non possono essere superati più di 35 volte. Quando questo accade, il Comune è costretto a prendere provvedimenti, ad esempio le targhe alterne o il blocco del traffico.

Rebecca Virtù di Legambiente ha ribadito che questa tipologia di impianti

non ha nulla a che vedere con questo territorio e la Val di Sangro non deve diventare la pattumiera d'Italia.

L'appuntamento per la manifestazione è sabato mattina, alle ore 10, in contrada Saletti, davanti alla “Locanda della luna”, in via Lecce. L'arrivo del corteo è previsto in piazza Abruzzo (davanti all'Arcobaleno). Ci saranno bus navetta che faranno continuamente da spola tra il punto di arrivo e quello di partenza e tra il centro storico di Atessa e la valle.

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