Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Mancata tracciabilità, sequestrati 350 kg di tartufo nel vastese

Il rivenditore è stato inoltre sanzionato per la mancata comunicazione alla Regione della quantità di prodotto commercializzato, per un importo di oltre 3mila euro

Tartufi sequestrati, nel vastese, perché il rivenditore non è in grado di dimostrare la tracciabilità del prodotto. L’operazione è stata condotta dal personal forestale del Nucleo agroalimentare e forestale (Naf) della provincia di Chieti con il Comando stazione forestale di Vasto. 

Nel corso di un’attività di controllo in materia di sicurezza alimentare, in un esercizio commerciale del comprensorio vastese sono stati individuati 345 chilogrammi di tartufo scorzone (Tuber aestivum Vitt.) e 5 di tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), di cui il titolare non sapeva individuare l’origine. 

Il rivenditore è stato inoltre sanzionato per la mancata comunicazione alla Regione della quantità di prodotto commercializzato, per un importo di oltre 3mila euro. 

L’operazione rientra nella campagna di controlli su tutta la filiera dei tartufi (raccoglitori/intermediari/distributori/trasformatori) intorno alla quale girano ingenti interessi economici e spesso attività illecite. 

L’opera di monitoraggio del Corpo Forestale dello Stato costituisce un rilevante tassello per la sicurezza alimentare dei consumatori e per la tutela del patrimonio boschivo contro raccoglitori senza scrupoli che, violando le norme, ottengono illeciti guadagni dal prelievo di tartufi al di sopra dei limiti quantitativi consentiti, in periodo di divieto, spesso con modalità non rispettose dell’ambiente che compromettono le capacità produttive delle tartufaie, compiendo vere e proprie aggressioni al bosco, alterandone l’equilibrio eco sistemico.

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