L'ospedale non ha più farmaci salvavita e i pazienti devono pagare il ticket

L'odissea di una paziente in coda per un anticoagulante irrinunciabile per la sua patologia cardiaca, per il quale ha dovuto anche pagare il ticket per la ricetta

Mancano i farmaci salvavita all’ospedale di Chieti. E i pazienti, affetti da patologie per cui assumono medicinali irrinunciabili, sono obbligati a code, attese e peripezie insopportabili. 

Un paradosso ben comprensibile da quanto racconta a Chietitoday una donna che, proprio stamani (giovedì 22 settembre) ha impiegato fin troppo tempo per avere la sua scatola di Eliquis, un farmaco anticoagulante che dovrà assumere per tutta la vita a causa dei suoi seri problemi cardiaci. 

“Come sempre - spiega - sono andata alla farmacia dell’ospedale con la ricetta del mio medico curante, indispensabile per poter prendere una scatola del farmaco. Visto che si tratta di un medicinale salvavita, infatti, non posso prenderlo normalmente in farmacia, o almeno così mi avevano sempre detto”. 

Una volta smaltita la fila, però, quando arriva il suo turno ecco l’amara sorpresa: il farmaco anticoagulante non è disponibile. “Mi hanno detto di non potermelo dare perché non ne hanno più, spiegandomi di dover andare in farmacia. Ma come - si chiede la paziente - se fino ad oggi non lo potevo prendere lì?”. 

In realtà, poiché si tratta di un farmaco molto particolare, è necessario che la farmacia dell’ospedale timbri la ricetta del medico di famiglia. Solo così, dopo, si può ritirare il medicinale in farmacia, non prima di aver pagato il ticket per la ricetta, spesa non contemplata qualora lo si prenda direttamente in ospedale

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“Alla fine - commenta la paziente - bisogna comunque fare due file per poter prendere un farmaco che mi è necessario per vivere. E nella mia stessa condizione ci sono altri pazienti, affetti per altre patologie”. Alla fine, per godere del proprio diritto alla salute, chi ha problemi seri è obbligato ad aspettare tre volte: dal medico di famiglia, per la ricetta, alla farmacia dell’ospedale, per il timbro, e al banco della farmacia normale.

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