Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Lotta alle mafie, la Dia: "In Abruzzo alta l'attenzione contro i rischi di infiltrazione criminale"

La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia evidenzia una crescita dell'infiltrazione delle mafie nelle istituzioni in Italia

Allarme della Direzione Investigativa Antimafia, che nell’ultima relazione semestrale presentata al Parlamento denuncia una grave contaminazione dell’economia legale e un aumento della "capacità imprenditoriale" della criminalità organizzata con la cosiddetta ‘covid economy’. Nel secondo semestre del 2020, infatti, il perdurare dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha accentuato le conseguenze negative sul sistema sociale ed economico italiano originate dalle severe misure rese necessarie per contenere l’espandersi del contagio. Nel mirino delle organizzazioni malavitose le imprese in difficoltà.

Occhi puntati sui sodalizi criminali pugliesi, in particolare su quelli foggiani. Ma i tentacoli della ‘ndrangheta si allungano fino al Nord dove si contano 46  clan locali,  di cui 25 in Lombardia.

In Abruzzo nell’ultimo semestre 2020 non si sono verificati episodi delittuosi ascrivibili a una criminalità mafiosa autoctona, né reati spia che facciano ipotizzare il consolidamento di gruppi criminali organizzati stanziali. Ma, come si legge nella relazione della Dia, permarrebbero invece “concreti rischi di infiltrazione criminale da parte di imprese legate a organizzazioni criminali extraregionali tuttora attratte dai cospicui finanziamenti stanziati per la ricostruzione post sisma. Il pericolo che tali fondi diventino un’opportunità di arricchimento per aziende in odore” di mafia continua a essere oggetto degli attenti interventi del commissario alla ricostruzione post sisma 2016”.

La Dia sottolinea quindi l'importanza per le attività di prevenzione dei provvedimenti interdittivi emessi dalle prefetture abruzzesi come quella di Chieti, dove il prefetto ha adottato un provvedimento interdittivo nei con fronti di una società cooperativa locale attiva nel settore dell’accoglienza migranti a causa di collegamenti del responsabile con la ‘ndrina Mancuso di Limbadi (Vv). 

Per quanto riguarda le operazioni negli ultimi mesi del 2020, l’Abruzzo è rimasto coinvolto nell’importante operazione antimafia “Grande carro”, nell’ambito della quale, il 27 ottobre 2020, i carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare a carico di 48 soggetti tra cui molti elementi della batteria Sinesi-Francavilla: l’indagine ha evidenziato la propensione affaristica dei vertici del sodalizio nonché l’accaparramento di indebite percezioni comunitarie mediante truffe a carattere transnazionale nel settore dell’agricoltura.

Nella relazione semestrale si cita anche l’operazione “Araneo”, il 26 ottobre 2020, quando i carabinieri hanno eseguito diversi arresti sgominando un’organizzazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con base a Foggia e proiezioni in Abruzzo, in particolare nei comuni di Montesilvano (Pe), San Salvo e Vasto: il provvedimento ha riguardato 32 indagati, 5 dei quali sottoposti alla custodia cautelare in carcere e 10 ai domiciliari. Tra i destinatari delle misure anche un elemento di spicco ed altri affiliati della cosiddetta società foggiana.

E ancora: l'arresto, il 10 novembre 2020 a Vasto, di un esponente di spicco della mafia garganica destinatario di un provvedimento restrittivo per le reiterate violazioni della misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto a Vasto.

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