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Lotta alle mafie, Chieti ricorda Paolo Borsellino. In prefettura c'è anche Savina

Il premio quest'anno è stato attribuito a Giovanni Russo, procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e ad Alberto Benedetti avvocato, membro del Csm

Scuole e istituzioni presenti questa mattina al palazzo della prefettura a Chieti per la XXIV esima edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino, incentrata sul tema gli uomini passano, le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini”.

In una sala gremita sono arrivati il presidente pro tempore del premio, il teatino Luigi Savina, vice direttore generale della Pubblica Sicurezza; Giovanni Russo, procuratore generale aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e l’avvocato Alberto Benedetti consigliere del Csm che sono stati premiati.

“Sono emozionato di ricevere questo premio perché ho vissuto da vicino quella che è stata la lotta alla mafia condotta da un amico di Paolo Borsellino che era il giudice Falcone" le parole del procuratore Russo che ha fatto riferimento al ‘modello Chieti’ citato dal prefetto Giacomo Barbato durante il suo intervento questa mattina “simbolo di tutte le scuole di Italia che ricordano la lotta alle mafie”.

"Mi piace parlare di un modello Chieti – ha detto il prefetto - per il rafforzamento e la sensibilizzazione nel ricordo delle vittime delle mafie". 

La rassegna dedicata a Paolo Borsellino è tornata a Chieti anche per ricordare e onorare la professoressa Clotilde Carunchio, dirigente scolastica dell’istituto Galiani scomparsa nel 2010, che del Premio Borsellino fu animatrice e garante dal 2003 al 2009, gli anni in cui a presiedere il premio c’era Rita Borsellino.
 
 

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