Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Per quattro anni la accusano di essere una falsa invalida, ma è davvero cieca: la fine dell'incubo giudiziario di Lucia

La giovane, impiegata all'Agenzia delle entrate di Chieti, resa non vedente da una malattia ereditaria, è finita nel mirino di un clamoroso errore per la sua autonomia negli spostamenti

Per cinque anni ha vissuto un incubo giudiziario che ha messo in dubbio persino la patologia che l’ha resa cieca. Ma ora, finalmente, per Lucia Orlando, 27 anni, dipendente dell’Agenzia delle entrate di Chieti, assistita dall’avvocato Lorenzo Marcovecchio, è arrivata la fine di questa brutta storia, con l’archiviazione delle indagini. Tra quel giorno del 2013 e oggi, però, la giovane ha vissuto momenti durissimi, arrivando a dover giustificare la sua invalidità. 

Tutto inizia, appunto, nel 2013, quando in seguito a una denuncia anonima la guardia di finanza inizia a indagare su Lucia, affetta da una distrofia corneale che l’ha resa progressivamente cieca dal 2007, come prima era accaduto a sua madre. Tuttavia Lucia non cede alla malattia e si muove senza ausilio del classico bastone bianco con cui si aiutano i non vedenti: “Riesco a orientarmi in luoghi che conosco bene - racconta a ChietiToday - e il bastone proprio non mi piace essendo una ragazza”. La sua forza d’animo, tra l’altro, le permette di viaggiare ogni giorno, da sette anni, per raggiungere il capoluogo teatino da Agnone (Isernia), suo paese di origine, e ritornare una volta terminato il suo turno in ufficio.

Proprio questa sua autonomia fa incorrere gli investigatori in un errore clamoroso. A settembre 2013 i finanzieri si appostano per osservare da lontano Lucia, che viene ripresa mentre passeggia da sola, come se potesse vedere chiaramente con entrambi gli occhi, anche di notte, senza incappare in alcun ostacolo. Basta questo a far scattare lo scandalo: la giovane viene presentata come una “falsa invalida”. 

A marzo 2014 la procura di Isernia organizza una conferenza stampa che fa molto scalpore: Lucia viene presentata come una giovane e scaltra truffatrice, che “a soli 23 anni ha già truffato lo Stato per 62mila euro”, per i contributi percepiti dall’Inps nei due anni in cui ha avuto diritto alla pensione di invalidità. 

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