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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Il Ministro Lorenzin all’ospedale di Chieti: "Sono qui per aiutare l’Abruzzo a valorizzare la sanità che funziona"

Accompagnata dal manager della Asl Francesco Zavattaro, dal direttore della Clinica Mastropasqua e dal sindaco di Chieti, sabato il ministro della Salute ha inaugurato il Centro di alta tecnologia in oftalmologia dell’ospedale "SS. Annunziata"

"Non è difficile sostenere la sanità di eccellenza se si ha il coraggio di tagliare quello che non funziona, se si tolgono i manager che non fanno bene il loro mestiere, se le amministrazioni locali si occupano con serietà e rigore della sanità, se soprattutto si tagliano gli sprechi" lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sabato a Chieti per fare visita al Centro di alta tecnologia in oftalmologia dell’ospedale.

Accompagnata dal manager della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, dal direttore della Clinica, Leonardo Mastropasqua, e dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, si è soffermata sulla sofisticata dotazione tecnologica dell’Unità operativa, unica struttura pubblica in Italia a utilizzare il laser a femtosecondi per la chirurgia della cataratta, e prima ad averlo impiegato per il trapianto della cornea senza bisturi.

Il 90% dei 6.536 interventi chirurgici effettuati dall’Oftalmologia nel 2013 ha riguardato la cataratta, la patologia più diffusa, e sulla quale è giusto concentrare tecniche avanzatissime e investimenti, anche in considerazione dell’elevata attrattività esercitata sui pazienti di altre regioni, che rappresentano il 50% dei casi trattati. "Il nostro Servizio sanitario nazionale ha sicuramente delle pecche, ma moltissime eccellenze – ha detto Lorenzin -, come quella realizzata da questo straordinario team di Chieti. Io sono qui con l’intento di valorizzare le strutture abruzzesi riconoscendone l’impegno e il lavoro svolto. L’esperienza di questa regione dimostra che si possono recuperare risorse mettendo ordine nei conti e realizzare una sanità improntata al controllo degli esiti, efficacia ed efficienza".

Si è parlato poi del piano di rientro e del desiderio diffuso in regione di abbandonare al più presto il commissariamento. "Per uscirne – ha spiegato il ministro – bisogna avere tutte le carte in regola, non solo quelle finanziarie, ma anche il rispetto dei livelli essenziali di assistenza. Adesso nel nuovo Patto della salute noi predisporremo anche un nuovo modo di concepire i piani di rientro, nel senso di rendere più facili i commissariamenti ed entrare nelle aziende che non funzionano prima che il danno sia fatto per milioni di euro, così che poi diventi anche più semplice uscirne".

"L'Abruzzo – ha dichiarato poi il sindaco Di Primio rivolgendosi al ministro  - può uscire dal commissariamento se dimostra di avere non solo i conti in regola ma anche se ha capacità di poter gestire da sola la propria sanità. È questa una regione di confine, ma grazie alle nostre eccellenze in campo sanitario riteniamo possa ambire ad una vocazione che vada ben oltre il proprio territorio. Per tale motivo chiediamo a Lei di poter contare su un giusto spazio in termini di ascolto".

A conclusione della visita, il Ministro della Salute ha poi avuto un lungo colloquio privato con il padre della piccola Noemi, la bambina di 18 mesi di Guardiagrele affetta da Sma e per la quale il Tar dell’Aquila ha dato il via libera alla somministrazione delle cure con il metodo Stamina. "Provo molta sofferenza per casi come quelli che la famiglia di Noemi sta vivendo – ha dichiarato il ministro -.Il ministro è un soggetto terzo, non è un nemico delle famiglie ma deve fare anche applicare la legge lasciando alla scienza il suo compito. Da questa storia difficilissima vengono fuori degli insegnamenti: rivedere l’assistenza ai malati, supportare le famiglie in difficoltà e riflettere sulla necessità di rafforzare le istituzioni scientifiche. Da parte mia mi sento di esprimere tutta la mia comprensione ma come ministro devo vigilare affinché vengano rispettate le regole e, soprattutto, la salute dei cittadini. Il Servizio Sanitario nazionale non può permettersi di autorizzare cure che non siano considerate tali secondo la scienza".

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