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Cronaca San Giovanni Teatino

Licenziamenti Fedex, i sindacati: "adesione totale allo sciopero"

E' in corso lo sciopero di 24 ore da parte dei lavoratori FedEx a San Giovanni Teatino e in tutta Italia. Un'adesione massiccia su tutto il territorio nazionale

Dopo la presentazione del piano di riorganizzazione da parte della multinazionale americana FedEx, è arrivata oggi la risposta da parte dei sindacati con lo sciopero indetto per l'intera giornata. Fortissima l'adesione su tutto il territorio nazionale per quello che già si preannuncia come un "braccio di ferro" tra dipendenti e azienda.

A motivare la mobilitazione è la decisione delle due multinazionali di logistica e trasporti (aziende ancora divise, ma destinate all’integrazione, visto che la Fedex ha acquisito la Tnt nel maggio 2016) di avviare un piano di riorganizzazione, presentando nel contempo quattro procedure complessive tra licenziamenti e trasferimenti collettivi. Il progetto prevede, anzitutto, la chiusura di 24 sedi su 34 e l’allontanamento di 361 lavoratori (315 in Fedex, quasi tutti corrieri, e 46 in Tnt).

Anche la filiale abruzzese FedEx di San Giovanni teatino è destinata alla chiusura (fissata per aprile 2019). Sono 7 i dipendenti in questo caso che sperano in un accordo che salvaguardi il loro posto di lavoro per una situazione che da un giorno all'altro "è divenuta drammatica - come afferma uno dei dipendenti - anche se qualche avvisaglia l'avevamo avuta con la firma del nuovo contratto che sanciva il passaggio dalla casa madre alla FedEx Italia srl - ci spiega - una piccola società con un capitale sociale di appena 10.000 euro, le cui quote sono al 99% di Tnt".

“È totale l’adesione dei dipendenti allo sciopero FedEx e Tnt”. Riferiscono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sulla protesta in corso per l’intera giornata, presso filiali e siti di tutto il Paese, contro i licenziamenti annunciati dalle due aziende, specializzate nell’attività di trasporto e spedizioni aggiungendo che “la grande e convinta  partecipazione di oggi dei lavoratori deve far riflettere le aziende ed indurle al ritiro delle procedure di licenziamento e dei trasferimenti punitivi, se si vuole affrontare un negoziato serio e responsabile per un piano di riorganizzazione efficace che eviti la scorciatoia delle esternalizzazioni delle attività”.

I sindacati hanno anche indetto due nuovi scioperi per il 31 maggio e il 1° giugno. Il 25 maggio è convocata la riunione al tavolo di crisi aperto al ministero dello Sviluppo economico a Roma.

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