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Cronaca

LETTORI Il vigile "scortese"

Dario Santone ci racconta una scena alla quale ha assistito pochi giorni fa, davanti all'ex Banca d'Italia, lungo corso Marrucino

Mercoledì 28 agosto alle ore 9,15 stavo attraversando Corso Marrucino. All'altezza del portone dell'attuale comune ho visto una macchina ferma dei vigili urbani di chieti. Sono scesi tre vigili. Uno di questi, il maresciallo, si è diretto verso la panchina tonda che è lì nei pressi e, con aspetto piuttosto minaccioso, si è rivolto ad un signore di una certa età che era lì seduto dicendogli con voce piuttosto alta e rabbiosa: "Tu si nu voccaperte, tu la dì finì ! .

Il signore risponde: "Ma tu chi sì?" . Il maresciallo: "Chi so je ? a ecche attorne te chenosce tutti quinde! Il signore: "Ma je che so dette ! so dette a lu compagne me che a levà chi cerche l'alemosene cià da pensà li vigile urbane !"

A questo punto ho accelerato il passo a causa di questo episodio vergognoso e sono andato via. Lungo la strada ho commentato: che professionalità, che onore per il corpo dei vigili urbani, che portamento, che educazione ! Si dice, ed è proprio vero, che il pesce puzza dalla testa. Ora cosa accadrà ? Nulla ! Perché se il maresciallo fosse interrogato negherebbe dicendo che chi ha riferito è un vecchio pazzo, e che nessuno ha visto, nessuno ha sentito. Cosicchè l'agire rimarrà sempre tale e quale e tutto finirà a tarallucci e vino.

Dario

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