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Istituti riuniti: rsu sollecitano il pagamento degli stipendi di settembre

In una lettera indirizzata a Regione, Comune, prefetto e sigle sindacali, attribuiscono le responsabilità di una situazione diventata insostenibile e richiamano ciascun soggetto al proprio ruolo, per riuscire ad avere i fondi necessari al versamento dei salari

Chiedono risposte concrete e puntano il dito contro Asl e Comuni, “maggiori responsabili” della complicata situazione degli Istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista. Lo scrivono gli rsu della struttura (Fausta Ballatore, Ada Cattafesta, Emma De Vincentiis, Gabriele Mancini, Giuseppe Palmerini) in una lettera indirizzata al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, all’assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco, al prefetto Fulvio Rocco de Marinis, al sindaco di Chieti Umberto Di Primio, al direttore generale della Asl Francesco Zavattaro, alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Diccap, Csa.

Parole dure, che ripercorrono gli ultimi giorni in cui gli Istituti riuniti sono stati al centro dell’attenzione di istituzioni e opinione pubblica. L’altro ieri (lunedì 20 aprile), i lavoratori si sono riuniti in assemblea per discutere dei problemi economici e organizzativi che affliggono l’ente da mesi.

Ne è emersa, “in maniera preponderante – scrivono i rappresentanti sindacali – la difficoltà cronica dell’amministrazione a garantire, mensilmente, il pagamento della retribuzione a causa di mancanza di liquidità: infatti – proseguono – anche per il mese di aprile non sembra peregrina l’idea di uno slittamento a tempo indeterminato della corresponsione degli stipendi”.

E gli rsu puntano il dito contro Asl e Comuni: “La prima – dicono – trattiene crediti riferiti agli anni pregressi con la motivazione che una percentuale delle rette non possa essere corrisposta per una parziale inadeguatezza strutturale, nonostante l’assistenza agli ospiti sia sempre stata ritenuta perfettamente congrua”. Gli enti locali, invece, non versano da ottobre 2014 la quota di compartecipazione a loro spettante. Quota che i sindacalisti sollecitano “anche alla luce del fatto che i fondi sono stati messi a disposizione dalla Regione e occorre accelerare le verifiche burocratiche prodromiche alla richiesta da avanzare alla Regione per la liquidazione”.

I sindacalisti non mancano di bacchettare Di Primio e D’Alfonso, che nella visita di sabato scorso (18 aprile) hanno promesso interventi concreti. Al sindaco chiedono “la repentina conclusione della rendicontazione della quota di compartecipazione dovuta dal Comune di Chieti”, mentre al governatore il versamento “nel corso della settimana corrente, di un’ulteriore quota da parte della Asl teatina, versamento prioritario se si vuole permettere l’erogazione degli stipendi di aprile”.

Infine, sollecitano il prefetto a riconvocare entro breve il tavolo sindacale aperto dopo la proclamazione dello stato di agitazione indetto da Cisl, Cgil, Diccap e Csa. I sindacalisti chiedono “una soluzione che garantisca una maggiore presenza di personale infermieristico e socio-sanitario, la certezza delle rimesse mensili alle scadenze concordate, nonché la congruità delle rette alle prestazioni che gli Istituti Riuniti erogano”. 

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