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Dopo il sopralluogo, Di Primio scrive alla Regione: "Interventi concreti e rapidi"

"Chiedo di conoscere i riferimenti normativi da richiamare e l’iter amministrativo da seguire per accedere, in tempi rapidi, ai finanziamenti necessari per la messa in sicurezza del territorio”, scrive. Ma Febo punta il dito contro l'incuria

Dopo il sopralluogo del sottosegretario Mario Mazzocca, ieri (martedì 14 febbraio), a Chieti, per verificare i danni subiti dalla città di Chieti a casa del maltempo, il sindaco Umberto Di Primio torna a sollecitare la Regione. Lo ha fatto, questa mattina (mercoledì 15 febbraio), con una nuova lettera, indirizzata allo stesso Mazzocca e al governatore Luciano D’Alfonso, per chiedere loro interventi concreti e rapidi per la messa in sicurezza del territorio. 

“L’amministrazione comunale - spiega - sta facendo fronte da sola, nell’immediato, allo stato emergenziale provocato dalle numerose frane e smottamenti ma non può, tuttavia, sostenere da sola con fondi propri tale onere. Chiediamo alla Regione una fattiva collaborazione e di dar seguito a quanto dichiarato ieri dal sottosegretario Mario Mazzocca in occasione della sua visita a Chieti”.

“Ai movimenti franosi già noti – scrive Di Primio nella lettera alla Regione – si sono aggiunte due importanti voragini apertesi in via Silvino Olivieri e in piazza Garibaldi con ripercussioni non solo sulle asfittiche casse dell’ente ma sull’intera economia cittadina. Vi chiedo - prosegue - di dar seguito a quanto dichiarato dal sottosegretario (“Chieti è sicuramente la prima città a necessitare di interventi immediati”), di conoscere, nel contempo, i riferimenti normativi da richiamare e l’iter amministrativo da seguire per accedere, in tempi rapidi, ai finanziamenti necessari per la messa in sicurezza del territorio”. 

Intanto il consigliere di opposizione Luigi Febo accusa, per i danni continui al territorio cittadino, “gli anni di incuria, di mancata manutenzione della rete fognaria, delle condotte idriche, del manto stradale, delle buche rattoppate alla meno peggio che filtrano acqua alla minima pioggia”. E aggiunge: “Come definiamo la mancata cura del verde pubblico, la mancata potatura degli alberi?”. 

Le accuse di Febo sono molto precise: “L’amministrazione non si nasconda dietro quelli che considerano eventi eccezionali. La neve prima, la pioggia negli ultimi giorni hanno solo evidenziato lo stato di abbandono della nostra città. A quasi un mese dalla neve, ci sono ancora alberi a terra. La verità - prosegue - è che Chieti è una città abbandonata a se stessa”. “Sul dissesto idrogeologico della nostra città - conclude - dobbiamo avere la massima attenzione. Innanzitutto, come ci ricorda il professor Stoppa in una sua intervista, come cittadini”.

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