Lavori interminabili in A14: ecco l'odissea dei viaggiatori nel tratto chietino

Fra cantieri, restringimenti di carreggiata e corsie alternate, percorrere i 34 chilometri fra i caselli di Chieti e Lanciano è un incubo per pendolari, autisti e vacanzieri. Tanto più che i disagi variano ogni giorno

Il viaggio, per chi lo compie quasi ogni giorno, è da incubo. Ma diventa ben poco gradevole anche per chi passi su questo tratto autostradale per la prima volta, magari per raggiungere le coste cristalline del sud Italia, o per consegnare la merce custodita sul proprio camion.

Il tratto chietino dell’autostrada A14, sia nella corsia nord, sia in quella sud, è da mesi un gioco a ostacoli fra cantieri, restringimenti, uomini in strada per lavorare e tir lumaca che creano code chilometriche nelle ore di punta. Una situazione delirante, specialmente in vista della bella stagione, di esodi e controesodi, fra vacanzieri desiderosi di raggiungere la propria meta e guidatori della domenica poco abituati a tenere l’attenzione sempre desta.

Il viaggio verso sud inizia intorno alle 19 di un mercoledì, dal casello di Chieti-Pescara ovest. Il traffico è scorrevole, nulla a che vedere con le ore calde della giornata. Ma appena passata la prima galleria in direzione sud, arriva la prima limitazione. Dopo le segnalazioni del caso e due cantonieri in divisa giallo fosforescente, dalle espressioni stravolte per una giornata di lavoro sotto il sole, si viaggia su una sola corsia, per qualche minuto letteralmente a passo d’uomo, a causa di una coda di tir che non riesce ad affrontare la lieve pendenza.

Il corteo lumaca arriva fino al viadotto Alento, subito dopo l’area di parcheggio Le Sirene. È una boccata d’ossigeno, finalmente la marcia può riprendere normalmente. Ma non è detto che i disagi siano finiti. I tabelloni luminosi continuano a consigliare di fare attenzione, “possibili rallentamenti per lavori”. Ma il cantiere si sposta ogni giorno, da mesi, e percorrere il tragitto due volte al giorno non aiuta ad indovinare in quale punto inizino i restringimenti. Può solo obbligare a fare moltissima attenzione, come consigliano gli avvisi di Anas spa.

È a circa 3 chilometri dal casello di Ortona, in direzione sud, all’altezza del viadotto Brusciano, che l’odissea ricomincia. Questa volta si viaggia solo sulla corsia di sorpasso, con la stessa lenta marcia di prima. I mezzi pesanti, rallentano il traffico, faticano nei tratti di lieve salita. Troppe volte i viadotti nel tratto fra Francavilla e Lanciano sono stati teatro di incidenti gravissimi, ed è impossibile non pensarci.

Certamente i lavori miglioreranno la situazione, rendendo più sicuro il tratto autostradale del chietino. Ma fino al casello di Ortona, prevale il senso di fastidio per la velocità troppo bassa. Da qui, finalmente, si torna a due corsie e così resta la situazione fino a Lanciano, almeno per oggi. Ma la corsia di emergenza, già assente su tutti i viadotti, diventa inesistente anche nei tratti dove normalmente sarebbe disponibile. Tutto limitato da coni da cantiere, con nuovi restringimenti e l’attenzione sempre altissima.

Arrivati a Lanciano, è trascorsa mezz’ora dall’ingresso al casello di Chieti. Quasi 30 minuti per percorrere 34 chilometri (la distanza fra i due caselli riportata dal sito di Autostrada), al costo di 2 euro e 80 centesimi di pedaggio, oltre al carburante.

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Un viaggio per nulla gradevole, sebbene brevissimo. Che si prospetta ancora meno gradito a chi, nelle prossime settimane, si metterà in viaggio per raggiungere la meta delle vacanze, località del chietino comprese. 

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