Cronaca

Lavoro, i cassintegrati Burgo irrompono in consiglio comunale

Il sindaco Di Primio rinnova l'impegno per la cassa integrazione. Il 6 dicembre ci sarà una riunione con le aziende interessate alla ricollocazione dei 133 ex dipendenti

Irruzione degli ex lavoratori Burgo in consiglio comunale questa mattina (28 novembre) per chiedere interventi concreti e risolvere la loro situazione. Soltanto poche ore prima, intorno alle 6.20 del mattino, un dipendente dello stabilimento di Avezzano è stato investito dall’esplosione di una valvola. Berardo Massaro, 50enne di Luco dei Marsi, è morto mentre i colleghi teatini cercavano di affermare il loro diritto al lavoro.

Per i 133 dipendenti della sede di Chieti Scalo, il 4 dicembre scadrà la cassa integrazione in deroga e comincerà la mobilità. Oggi, fuori dal Polo Tecnico della Provincia, alcuni di loro hanno contestato duramente il sindaco Umberto Di Primio che pure si è sempre mostrato particolarmente sensibile alla loro sorte e in più di un’occasione ha promesso di impegnarsi per ricollocare fino all’ultimo lavoratore. Oggi Di Primio ha confermato il suo impegno, garantendo che tenterà di far rinnovare per la terza volta la cassa integrazione. Ma è la Burgo a dover fare la richiesta alla Regione e i vertici dell’azienda non sembrano intenzionati a seguire questa strada.

L’arrivo dei cassintegrati non è stato l’unico fuori programma della seduta di oggi. Nonostante la questione Burgo non fosse nell’ordine del giorno, diversi consiglieri sono intervenuti sollecitando interventi urgenti per la ricollocazione degli ex dipendenti. In particolare il capogruppo Udc, Alessandro Giardinelli, ha chiesto per il 6 dicembre la convocazione di una Commissione per le attività produttive con le aziende interessate ai progetti di ricollocazione. “Il sindaco- afferma - dice che presso il Suap (Sportello unico attività produttive) sono stati depositati nove progetti per la costruzione di aziende del progetto In.Te., ma è necessario definire con certezza i tempi”. Secondo Giardinelli, infatti, per ottenere la determina di svincolo dal Comune, senza la quale non si può avviare nessun progetto, bisogna seguire una procedura lunga e complessa. Se così fosse, i lavoratori Burgo sarebbero ricollocati fra molti mesi.

Per evitare questo epilogo, Giardinelli ha presentato proposte concrete: “Le aziende interessate ai progetti In.te., Mod’A e Area potrebbero sfruttare gli incentivi della mobilità: assumere subito i dipendenti, formarli in attesa che i capannoni siano pronti e guadagnare tempo. In alternativa- conclude-la stessa Burgo potrebbe ricollocarli in altri stabilimenti della stessa azienda o diminuire i costi dei terreni per le aziende che garantiscano una ricollocazione immediata”. Solo proposte, per ora, in attesa che le aziende chiariscano come vogliono aiutare i 133 cassintegrati che, precisa Giardinelli, “sono disperati perché vogliono risposte chiare”.

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