Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Un ricorso alla Corte Europea per evitare la soppressione del tribunale di Lanciano

Il Comune ha aderito all'iniziativa partita da Mistretta (Messina), per evitare la cancellazione, entro il 2020, di 29 palazzi di giustizia considerati "minori"

Il Comune di Lanciano ricorre alla Corte Europea per evitare la soppressione del tribunale. L’iniziativa è partita dal Comune di Mistretta (Messina), che si oppone alla revisione della geografia giudiziaria, che prevede la soppressione di 29 tribunali minori entro il 2020, compreso quello frentano. 

Il 7 settembre, il sindaco Mario Pupillo incontrerà a Roma i primi cittadini degli altri 28 Comuni interessati dalla riforma, e insieme a loro parteciperà al tavolo nazionale nella sede del consiglio dell'ordine degli avvocati. 

“Saremo presenti con la solita determinazione al tavolo nazionale - dice Pupillo - per argomentare con dati e numeri alla mano le ragioni di un intero comprensorio frentano che non vuole vedersi scippare un presidio di giustizia efficiente e tra i migliori d'Italia per tempestività e qualità della risposta alla cittadinanza. Ho inoltre sollecitato a breve la riconvocazione del tavolo di lavoro coordinato dal Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso per l'elaborazione di una proposta concreta da sottoporre ai rappresentanti di Governo e Parlamento, affinché chi si è assunto in passato la responsabilità di approvare quella riforma possa ravvedersi nel preminente interesse pubblico e comportarsi di conseguenza per una immediata revisione della riforma della geografia giudiziaria, che tenga conto delle esigenze dei cittadini di questo territorio, e non solo”.

Pupillo rivendica l’importanza del palazzo di giustizia di Lanciano che, oltre a vantare una storia ultracentenaria, è un punto di riferimento importante per un comprensorio di 41 Comuni e 110mila abitanti. 

La riforma prevede anche la soppressione del tribunale di Vasto e, qualora dovesse realizzarsi, tutte le cause pendenti nei due palazzi di giustizia “minori” verrebbero trasferite a Chieti. In questo modo, non solo si andrebbe ad appesantire ulteriormente il lavoro dei magistrati teatini, ma si priverebbe una provincia vasta come quella di Chieti, dall’estensione notevole e comprendente 104 Comuni, di un servizio fondamentale, costringendo cittadini e professionisti a fare non pochi chilometri per raggiungere il tribunale del capoluogo.

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