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Lanciano: "False promesse", 47enne chiede una casa popolare

L'uomo ha occupato l'ex caserma dei vigili del fuoco, incassando la solidarietà di Casapound: "E' necessario - dice il movimento - un cambio di passo nella gestione della cosa pubblica"

"Giunta Pupillo, false promesse. I lancianesi esigono certezze! Mutuo sociale". Recita così uno striscione affisso davanti all'ex caserma dei vigili del fuoco di via Galvani, a Lanciano, occupata in segno di protesta da un 47enne del posto, Alfredo Rosato. L'uomo è già noto alle cronache perchè due mesi fa era entrato nella stanza del sindaco Mario Pupillo minacciando di darsi fuoco se non fosse stato ascoltato in merito alle sue richieste di un alloggio popolare e di un lavoro.

Quel giorno, però, Pupillo si trovava a Chieti per assolvere ai propri doveri di presidente della Provincia, e alla fine il 47enne era stato convinto a desistere dal suo gesto. Nel frattempo la situazione non è migliorata, e così Rosato è stato costretto a questo nuovo atto dimostrativo, che ha subito incontrato l'appoggio di Casapound: il movimento, che chiede l’approvazione urgente del mutuo sociale, critica il Comune anche alla luce del fatto che nel frattempo la moglie dell'uomo ha tentato il suicidio in un momento di disperazione.

Oggi lo sfratto dalla casa dove Rosato vive con la sua famiglia diventerà esecutivo, e se l'amministrazione non interviene si rischieranno conseguenze sempre più drammatiche. Il responsabile lancianese di CPI, Nico Barone, afferma: "Le sofferenze che tanti nostri concittadini si trovano a vivere in quest’epoca di crisi richiedono sicuramente maggior attenzione e capacità decisionale, e di fronte a questa tragedia simbolo del fallimento delle istituzioni è ormai evidente l’assoluta necessità di un cambio di passo nell’attuale gestione della cosa pubblica, se necessario attraverso l’elezione di una nuova classe politica che possa farsi carico di questo gravoso compito”.

A stretto giro è arrivata la risposta del sindaco Pupillo e degli assessori Dora Bendotti (sociale) e Marcello D’Ovidio (politiche della casa): "Le assegnazioni di alloggi e case parcheggio - hanno dichiarato - avvengono attraverso graduatorie, frutto di tre bandi, che si basano su norme, legislative e di regolamento, che non concedono a nessuno di percorrere scorciatoie o avvalersi di percorsi di favore". Tale assegnazione, pertanto, segue "un iter amministrativo chiaro e trasparente, che non può e non potrà mai essere modificato né da azioni plateali - alcune penalmente rilevanti - né da strumentalizzazioni di gruppi o persone che sfruttano irresponsabilmente il dolore e le difficoltà di nostri concittadini".

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