Lago di Bomba, no all’estrazione di gas: ecco il documento congiunto

Contro il progetto della CMI Energia S.r.l. Regione, Provincia, Comuni e associazioni

Regione Abruzzo, amministrazioni comunali coinvolte, Wwf, Legambiente e il comitato spontaneo “Gestione partecipata territorio” hanno sottoscritto congiuntamente una richiesta formale per chiedere il blocco definitivo del progetto di sfruttamento del giacimento di gas del lago di Bomba, in Val di Sangro.

Il documento, firmato questa mattina a Pescara, è indirizzato ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico e fa seguito alla ripresentazione del permesso di coltivazione da parte della società Cmi, dopo che il Consiglio di Stato aveva già bocciato una analoga istanza di un’altra compagnia.

Al Ministero si chiede non solo di fermare l’iter autorizzativo, ma anche di deliberare definitivamente l’impossibilità di sfruttare il giacimento di gas naturale di Bomba affinché non si possa ripresentare in futuro un ulteriore “nuovo” progetto.

"La vicenda del giacimento di gas naturale denominato “Colle Santo” sito nel territorio dei Comuni di Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa e Colledimezzo, in provincia di Chieti, è decisamente paradossale - commenta il Wwf - Un primo progetto venne accantonato nel 1992 da AGIP per serie problematiche ambientali. Nel 2004 subentrò invece la società Forest CMI S.p.A. che il 20 febbraio 2009 presentò all’UNMIG l’istanza, denominata «Colle Santo», volta ad ottenere la concessione di coltivazione del giacimento. Una ipotesi subito contrastata dalla popolazione locale, che si costituì in Comitato, dai sindaci del territorio, dalla Provincia, dalla Regione. Il progetto venne respinto per ben due volte dal Comitato V.I.A. della regione Abruzzo (Giudizi 1929/2012 e 2315/2013) e poi definitivamente bocciato dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale con la Sentenza 02495 depositata il 18 maggio 2015. Ebbene quel progetto è stato ripresentato sostanzialmente identico da CMI Energia S.r.l. il 20 maggio 2016. Una scelta che Wwf, Legambiente e Comitato “Gestione Partecipata Territorio” definirono, presentando nell’estate 2016 le loro osservazioni in opposizione, come “una offesa ai cittadini e allo Stato.

La bocciatura definitiva è, secondo le autorità politiche locali e i cittadini, del tutto inevitabile si tratta ora di proclamarla in forma definitiva per consentire ai cittadini e ai loro rappresentanti pro-tempore di esercitare il sacrosanto diritto di decidere del futuro del loro territorio in base ai veri interessi della collettività".
 

La Regione Abruzzo ha posto in essere una serie di atti per contrastare il progetto della Cmi: dalla segnalazione delle presunte irregolarità nella composizione del comitato Via nazionale, fino al diniego della proroga per l’assegnazione delle aree industriali su cui andrebbe a insistere l’impianto. 

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